LECCE – L’analisi: servono sette vittorie ma anche un crollo altrui…
Servirebbe un'andatura in stile "lotta per la zona Champions" più che una per la corsa salvezza al Lecce per poter rimanere in A. Se fino a ieri pomeriggio questa affermazione poteva considerarsi di puro stampo pessimistico, la vittoria del Bologna nell'anticipo di ieri a San Siro contro l'Inter ha schiaffeggiato coloro che definivano la possibile rimonta salvezza "alla portata". Il Lecce è a -4 dal Siena (una partita in meno) e a -7 dal Bologna. Contro la squadra della città del Palio è necessario vincere sia per mettere pressione alle due squadre che per vanificare le loro imprese contro Inter e Roma. Ma soprattutto per rimanere disperatamente aggrappati al treno-salvezza.
POCHE RIMONTE CLAMOROSE – Andando a spulciare l'andamento degli ultimi campionati in A del Lecce abbiamo notato che dalla 24esima in poi ci sono state poche rimonte degne di nota. Si potrebbe subito menzionare il Lecce di Delio Rossi ma in quella stagione (ultima con la Serie A a 18 squadre), in cui i giallorossi chiusero l'andata a 12 punti, la rimonta avvenne proprio nelle prime partite del girone di ritorno. Infatti, i giallorossi riuscirono a conquistare la bellezza di 14 punti fra la 18esima e la 24esima per poi salvarsi grazie a qualche altro risultato di prestigio come il famoso 3-4 a Torino contro la Juve e la vittoria contro l'Inter.
NON BASTA VINCERE – Il capitano del Lecce Giacomazzi ha detto che servono sette vittorie sino al termine del campionato. Obiettivo possibile quanto proibitivo. Come già detto prima al Lecce servirebbe una media di quasi due punti a partita per poter agguantare la famosa zona dei 40 punti. Ma con il ritmo di Bologna, Siena, Catania, Chievo, Parma, Cagliari potrebbero non bastare i 40 punti. Per questo si potrebbe dire che oltre a un grosso recupero del Lecce serva anche un crollo di una squadra che la precede in classifica.
I CROLLI DI BOLOGNA E SAMP – Nella storia recente sono due i casi di incredibile harakiri da parte di squadre che alla 24esima giornata si trovavano ben al di sopra della zona salvezza. Nella stagione 2004-2005, quella di Zeman a Lecce, la squadra che riuscì nell'impresa negativa di scendere in B nonostante un'ottima posizione di classifica a tre quarti di campionato è il Bologna. La squadra felsinea alla 24esima giornata si trovava a quota 32, a +9 dalla zona retrocessione dove c'erano appaiate a 23 punti sia il Parma che il Brescia. Ancora più dietro il Siena a 22 e la staccatissima Atalanta a 14. Quell'anno a far compagnia all'Atalanta nella retrocessione in B furono Brescia e proprio il Bologna che fece dieci punti nelle ultime quattordici partite. Terminato il campionato a 42 punti, a pari merito con il Parma, la squadra felsinea fu battuta dai ducali nello spareggio. Molto più fresca nella mente dei tifosi giallorossi l'indredibile caduta della Samp che regalò ai tifosi del Lecce la salvezza con una giornata d'anticipo. nella 24esima giornata la Sampdoria era a 27 punti, a +5 dal Brescia terzultimo. Il Lecce era a 24. La Samp riuscì a collezionare la miseria di 9 punti nelle ultime 14 partite favorendo il recupero di Catania, Cesena e Lecce.
