LECCE – Il derby del 2011 era regolare, città e tifosi vogliono giustizia: “Che ci facciamo in Serie C?”
Nella scorsa settimana la giustizia ordinaria ha emanato un’attesa giudizio riguardante il tristemente famoso derby Bari-Lecce del maggio 2011, per la cui presunta combine la società giallorossa fu condannata alla retrocessione in Lega Pro: la partita fu regolare, lo ha stabilito il Gip di Bari, Roberto Oliveri del Castillo, che ha disposto l’archiviazione del caso.
Un responso, tra l’altro, di cui si attendeva solo l’annuncio, dal momento che già nella scorsa primavera il difensore del Bari Andrea Masiello (che aveva ammesso la sua colpevolezza nell’ambito del calcioscommesse), dichiarò invece la sua totale buona fede in occasione dell’autogol e dell’intera prestazione nel derby, facendo così cadere l’unica vera prova che avrebbe dimostrato l’illecito sportivo “compiuto” dal Lecce.
La notizia, ovviamente, ha provocato una doppia reazione nell’ambiente giallorosso: se da un lato è venuto meno quel senso di aver macchiato la storia del club con un atto antisportivo, cosa che ha restituito dignità sportiva a tutta la città, dall’altro è scoppiata la rabbia dei più affezionati che, giustamente, si sentono vittime di una delle più grandi ingiustizie che gli annali del calcio moderno possa annnoverare.
Prima sui social network e successivamente anche allo stadio, in occasione di Lecce-Paganese, i sostenitori hanno espresso il loro disagio in merito ad una situazione che assume sempre più tratti surreali e grotteschi. Non sono mancati cori contro Stefano Palazzi, il procuratore federale colpevole, a detta dei più, di aver trovato nel Lecce la vittima ideale su cui far ricadere le colpe di un illecito sportivo che potesse mettere ordine a quel gran polverone provocato dal calcioscommesse. In poche parole, la società giallorossa è stata il capro espiatorio”
L’essersi tolto il peso di un illecito non è cosa da poco, ma rimane una magra consolazione rispetto a quello che società, squadra e tifoseria hanno passato negli ultimi anni vedendo i propri colori annaspare nel fango di una categoria che, negli ultimi trent’anni e passa, era stata vissuta “sul campo” in una sola occasione.
I tifosi chiedono maggiore chiarezza sulla vicenda, si sentono parte lesa e vorrebbero giustizia, così come tutti noi che su questa triste vicenda abbiamo dovuto scrivere in più di un’occasione. Purtroppo l’unico modo, ad oggi, di riconquistare ciò che fu perso a tavolino, è vincere sul campo. Tornare in Serie B, la categoria in cui il Lecce avrebbe dovuto giocare nella stagione 2012-2013, sarebbe un passo importantissimo. Farlo a testa più che alta, dopo la consapevolezza di aver subito una grossa ingiustizia, renderebbe tutto ancora più bello.
