LECCE – I giallorossi ed il ‘mal di trasferta’. I tanti motivi di un tabù lungo sei mesi

Sei aprile 2014, stadio “Zecchini” di Grosseto: un colpo di testa di Gianmarco Zigoni a metà secondo tempo regala alla banda di Lerda, in lotta promozione con Frosinone e Perugia, tre punti fondamentali per tenere accese le speranze di promozione. È la vittoria appena citata l’ultima che il Lecce è riuscito ad ottenere lontano dalle mura amiche. Da lì in poi un’astinenza lunga sei mesi fatti di sofferenza e gioie zero in terra nemica, di cui proveremo a sintetizzare le modalità ed i principali motivi.

Dopo la trasferta maremmana, sempre nello scorso campionato, i giallorossi si giocarono le ultime velleità di vincere la regular season, in casa del Pisa. Miccoli e compagni uscirono mestamente sconfitti da un avversario più debole, non sembrando nemmeno i lontani parenti di quei giocatori che nella gara precedente avevano annichilito l’ex capolista Frosinone. Sulla sconfitta pesò la mancanza di stimoli, poiché visti i risultati dei concorrenti anche una vittoria non sarebbe servita se non ad una flebile speranza di secondo posto.

Nei playoff, a Benevento il Lecce si rese protagonista di un primo tempo dei suoi andando in vantaggio con Miccoli, ma calando vistosamente in una ripresa in cui i padroni di casa, incitati dal caldissimo pubblico, raggiunsero il pari e misero in difficoltà i ragazzi di Lerda. Copione simile nella finale di ritorno a Frosinone: primo tempo dominato e vantaggio raggiunto con Beretta. Poi una serie di episodi sfortunati (palo dello stesso Beretta, infortunio a Miccoli, 1-1 a pochi secondi dal 45′) senza i quali ora staremmo parlando di tutt’altro, ma che hanno contribuito a galvanizzare i ciociari che hanno poi conquistato la promozione ai supplementari.

Anno nuovo vita nuova? Macché. Dopo l’ottima prova in Coppa Italia in casa dello Spezia (quotata compagine cadetta), in cui un Lecce rimaneggiato giocò alla pari dei liguri venendo sconfitto da un gol a quattro minuti dal termine, arriva la prima giornata del nuovo campionato con i giallorossi ospiti della matricola Lupa Roma. Undici assenti, di cui otto titolari, costringono Lerda ad inventarsi la formazione. Il Lecce fa un gran primo tempo, trova il vantaggio con Salvi e fallisce tre occasioni nitide per chiudere il match. Nella ripresa i laziali, sfruttando il calo degli avversari, ribaltano il risultato grazie ai neoentrati Testardi e Leccese.

I giallorossi ci riprovano due settimane dopo a Matera, campo ostico con i padroni di casa che difendono in dieci ma sempre pronti al contropiede, costringendo Lerda ad osare pochissimo. Gara soporifera e zero tiri in porta, esclusa una traversa lucana. La trasferta con il Savoia si preannuncia più semplice, ma anche qui si assiste ad un Lecce incapace di infilizare il fortino campano. A Messina va in modo diverso: trovato il gol con Moscardelli dopo cinque minuti, i giallorossi padroni del match lo buttano via con un paio di ingenuità clamorose (rosso a Lopez e gol subito dopo dieci secondi nella ripresa) che resuscitano i siciliani i quali vinceranno poi 3-1. Infine la Juve Stabia, con cui la banda di Lerda mostra netti passi avanti giocando la miglior gara esterna della stagione, ma mancando ancora l’appuntamento con i tre punti a causa di tutti i limiti mostrati in trasferta fino ad allora: prima troppo timida e paurosa di affondare il colpo e poi, dopo essersi sbloccata ed aver trovato il gol, incapace di chiudere e/o gestire il match.

Tanti, troppi episodi sfortunati e l’impossibilità di applicare in trasferta lo stesso tipo di gioco mostrato al “Via del Mare”. Sono questi i principali fattori che hanno portato alla lunga astinenza, troppo lunga per una compagine che ha nella conquista della promozione diretta il suo vero obiettivo. Davanti alle mura amiche il Lecce parte in quarta, pressa e stordisce l’avversario ed il più delle volte passa in vantaggio o anche chiude il match nei primi 45 minuti, salvo calare nella ripresa senza mai soffrire avversari ormai stremati. In trasferta gli avversari tendono a chiudersi di meno, sfruttando il fattore campo per osare di più in contropiede ed intimidire gli esterni di Lerda, mai troppo incisivi lontano dal Salento. Allo stesso tempo, tutte le volte che i giallorossi si sono trovati in vantaggio (ben cinque volte sulle nove trasferte senza vittoria) non hanno mai saputo bloccare le avanzate di avversari caricati dalla spinta non da poco del pubblico di casa, cosa consueta trattandosi di tifoserie del girone centro-meridionale. Un’atmosfera che il Lecce si troverà davanti anche nel prossimo incontro a Salerno. A Lerda il compito di invertire la tendenza in un match che dirà molto sulle possibilità dei giallorossi.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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