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LECCE – Giacomazzi: “Non ho paura del Milan. Miglioreremo in attacco. Chiudo la carriera qui”

Un Milan con Ibrahimovic tornato decisivo fa ancora paura?

“Dopo undici anni di calcio non ho paura di queste partite ma solo la voglia di potermi misurare contro grandi campioni del calibro di Ibrahimovic. La partita col Milan arriva in un momento particolare per noi. Stiamo trovando ancora la nostra dimensione e dobbiamo capire cosa fare per salvarci. Dopo Genova siamo sulla buona strada”.

Dopo sei gare il Lecce ha gli stessi punti dell’Inter…

“E’ strano: per il nostro avvio ci sono delle spiegazioni. Siamo una squadra nuova con 15-20 ragazzi nuovi e con un problema societario alle spalle. E’ una squadra fatta per affrontare al meglio la Serie A, con tanti prestiti. La classifica dell’Inter non sarà certo questa. Forse hanno pagato prestazioni sfortunate unite a diversi infortuni. Con Ranieri hanno scelto un tecnico di grande esperienza e hanno fatto bene in Champions. Noi ci teniamo a migliorare la nostra classifica che oscillerà tra il quarto e il quintultimo posto”.

L’addio dei Semeraro vissuto da capitano

“Personalmente mi sento un po’ deluso. Hanno dato sempre il cuore e speso anche oltre lo loro possibilità. Abbiamo vinto la B per la prima volta e poi ci siamo salvati senza spendere tanto, ottenendo il massimo risultato con il minimo sforzo. Non me l’aspettavo visto anche il modo poco chiaro in cui hanno lasciato”.

L’amore per il Lecce

“Sono rimasto per il rispetto dei tifosi, per la difesa dei colori e perché gioco per vincere. Ho una moglie leccese e i miei due figli, Stefany di 9 anni e Sebastian di 5, sono nati qui. C’è stato un momento in cui potevo andare in Inghilterra. Era tutto fatto ma poi restai qui.

Cosa cambia da De Canio a Di Francesco

“Non mi piace fare paragoni. Dico solo che la società ha fatto le sue scelte, cedendo giocatori di proprietà e puntando su giocatori in prestito come Strasser o Cuadrado che stanno facendo bene, ma che in futuro non saranno più del Lecce. De Canio è uno con anni di A alle spalle. Era un tecnico che ci chiedeva di fare un gol in più degli avversari nonostante avesse una visione offensiva del calcio. Se subivamo tanti gol era a causa di nostri errori. Poi capita di perdere per i guizzi dei campioni. Di Francesco lavora molto sul campo. Ha un’impostazione diversa. Abbiamo cambiato il nostro approccio: prima giocavamo con molto possesso palla, ma i gol subiti a inizio partita non ci consentivano di giocare tranquilli. Perciò abbiamo cambiato”.

Il Lecce, sino a oggi, ha sempre inseguito

“Uscire immacolati da Genoa è già un inizio. Abbiamo affrontato una squadra di qualità su un campo duro come Marassi. Vogliamo essere una squadra aggressiva e migliorare in attacco. Di Francesco lavora tantissimo e farà sicuramente tanta strada”.

Il mal di ‘Via del Mare’

“Non ci era mai successo di perdere così tanto in casa. Con Udinese, Atalanta e Cagliari abbiamo subito gol nei primi minuti e poi ci siamo poi dovuti esporre ai contropiedi di squadre che in ripartenza danno il meglio. Con il Milan sarà fondamentale non prendere gol, per poterlo aspettare e ripartire”.

Il Lecce punge poco in attacco. Solo tre gol realizzati da centrocampisti e l’assenza di Di Michele pesa

“La squadra deve mettere le punte in condizione di segnare. Poi se loro non sfruttano le 4-5 palle che arrivano è un altro discorso. In Serie A è difficile costruire tanto. Con Zeman si giocava all’attacco, ma prendevamo tanti gol. Cerchiamo equilibrio. L’infortunio di Di Michele cade in un momento importante. Si è fatto male per la troppa voglia di giocare. A 35 anni non sei più un ragazzino. Lui e Oliveira ci daranno quel quid in più”.

Il futuro di Giacomazzi con un contratto in scadenza nel 2014

“Non credo che dopo il 2014 mi cerchi un’altra squadra. Per me comunque, battute a parte, chiudere qui la carriera sarebbe il massimo. Ho ricevuto tanto da tutti a Lecce e se non me ne cacciano prima resto qui. Quando non avrò la fame per giocare a calcio smetterò. Magari tornerò più spesso in Uruguay. Mi piacerebbe insegnare calcio ai giovani. Io allenatore? Non chiudo la porta a nessuna possibilità. Vedremo.”