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LECCE – Giaco ha scelto, addio Lecce: “Decisione irrevocabile. Vi spiego i motivi…”

Un fulmine a ciel sereno ha scosso Villagrande di Montecopiolo, quartier generale del ritiro del Lecce. Guillermo Giacomazzi, in queste ore, tornerà a Lecce, con l’intenzione di rescindere il contratto con la società giallorossa. Il motivo va ricercato nella giornata di sabato, pochi minuti prima di scendere in campo contro la Rappresentativa locale. Francesco Moriero, infatti, “sfila”, senza nessun preavviso, la fascia di capitano dal braccio dell’uruguagio per consegnarla a Fabrizio Miccoli.

Giacomazzi, sul momento, non fa una piega, nessuna scenata, ma al ritorno nella sua camera d’hotel l’uruguagio matura la decisione di lasciare il ritiro, in attesa di un incontro con la proprietà per la risoluzione contrattuale. Giaco non ha gradito tanto il fatto in sé di aver perso la fascia a favore di Fabrizio Miccoli (decisione che era nell’aria da quando l’ex Palermo ha firmato), quanto le modalità con cui si è visto togliere i gradi.

“Premetto che non contesto affatto la scelta, che anzi, è nella logica delle cose – ha detto Giacomazzi a La Gazzetta del Mezzogiorno -. Fabrizio, oltre a essere un ragazzo magnifico, è leccese e sappiamo quanto ha fatto per vestire questa maglia. Capisco al volo certe situazioni e mi sarei messo da parte con piacere. Però non mi aspettavo che la cosa venisse in questi termini. Pensavo che qualcuno me lo avesse detto prima. Sicuramente avrei fatto un passo indietro, non poteva che farmi piacere cedere la fascia a un ragazzo che gli si vede in viso quanto tenga al Lecce. Invece, niente, neanche una parola. Poi prima della partita mi viene tolta la fascia che indosso da tanti anni. A questo punto mi sono sentito una nullità. Non meritavo di essere trattato in quel modo dopo aver dato tanto al Lecce”.

Poi l’importante decisione: “Sul momento non ho battuto ciglio”, ho giocato con professionalità la partitella contro il Montecopiolo, come ho sempre fatto. Poi in serata, tornato in albergo, ho comunicato la decisione al mio agente Alessandro Lucci che è rimasto sorpreso, perché proprio nei giorni scorsi ho rifiutato un’offerta del Siena”.

Tanto è il dispiacere: “Ho dato dodici anni della mia vita per questa squadra. Anche l’anno scorso sarei potuto andare via. Si dirà che perché qui ho la famiglia, ma ho anche rinunciato a tanti soldi per rimanere a Lecce. Eppure è stata messa in dubbio la mia professionalità ed è stato detto che ho fatto fuori un allenatore, quando invece a gennaio sono andato da Tesoro e ho detto che se il problema sono io, non volevo essere un ostacolo e andare via. Non stavo rendendo al massimo e mi sono reso disponibile sul mercato. Volevo finire la carriera a Lecce e perciò sono rimasto in Serie C. Ero entusiasta anche del nuovo ruolo di difensore centrale. Mi sono sentito mancare di rispetto, io che ho sempre rispettato tutti. Mi spiace per le gente di Lecce e per i tifosi, che mi hanno sempre voluto bene. Ringrazio loro e altre persone, come il dottor Palaia, ma la mia decisione è irrevocabile”.