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LECCE – Cottafava, addio al calcio dopo un’altra promozione: “Il poker a Bari e la Serie A con Papadopulo ricordi indelebili”

Appendere gli scarpini al chiodo dopo aver riportato la storica Spal in Serie B, ponendo fine ad un’astinenza lunga 23 anni. Un lieto fine più bello era davvero difficile da immaginare per Marcello Cottafava, ormai ex difensore classe 1977 con un glorioso passato nel Lecce, che domenica scorsa, in occasione della gara di Supercoppa di Lega Pro (vittoria del club ferrarese per 4-1 sul Benevento), ha dato l’addio al calcio, uscendo dal campo al minuto novantuno tra gli applausi scroscianti del pubblico del “Paolo Mazza”, al quale solo poche settimane prima aveva regalato il salto in cadetteria. Dei motivi che lo hanno portato a prendere tale decisione, nonché dei momenti più belli della sua lunga carriera, Cottafava ha parlato nell’intervista esclusiva rilasciata a Salento Sport.

Dopo vent’anni esatti da calciatore professionista, hai deciso di dire addio al calcio giocato. Quali sono i perché della tua scelta?

“Innanzitutto dico che non è stato facile arrivare a questa conclusione. Vengo da stagioni, l’ultima in particolare, in cui sono stato benissimo fisicamente, cosa che mi ha portato più volte a pensare di continuare. Poi però, ragionandoci su per bene, credo di aver fatto la scelta giusta, perché c’era da considerare l’età che avanza, il salto di categoria che avrebbe certamente reso tutto più difficile e quelli che comunque erano i miei desideri per il finale di carriera. Ho sempre voluto dare l’addio al calcio giocato per una scelta mia, e non per un infortunio o perché non riuscivo a trovare squadra. Inoltre, lasciare dopo un anno bellissimo che ci ha regalato soddisfazioni tanto importanti da ancor più valore alla mia carriera. Andare in B con la Spal è stato come mettere il sigillo ai miei vent’anni da calciatore. Lascio a malincuore, ma con il sorriso”.

E ci sei riuscito, visto il cammino super del club biancazzurro culminato con vittoria del campionato e promozione. Che stagione è stata la vostra che, dopo l’ultima di Supercoppa con il Cittadella, si sta avviando alla conclusione?

“A Ferrara ho vissuto un anno, anzi un anno e mezzo bellissimi. Il nostro cammino è iniziato già a gennaio del torneo precedente, quando sono arrivato alla Spal assieme ad altri calciatori importanti ed al mister Semplici. Da allora avremo perso 4 o 5 partite, dando continuità all’ottimo finale del ’14-’15 con un inizio super nel campionato che poi siamo stati bravi a vincere. La società ha costruito un’ottima rosa, ma vincere non è mai scontato e ci abbiamo messo grande impegno, raggiungendo un meritato e storico risultato”.

Con questa siamo a cinque promozioni a livello personale. Quali ricorda con più affetto e quali sono stati i momenti più belli della tua carriera?

“Il bilancio della mia vita da calciatore è senza dubbio positivo, ricco di soddisfazioni, ma fare una classifica a riguardo è praticamente impossibile. Non ricordo infatti solo le promozioni, ma anche le salvezze importanti conquistate. Sono felice perché ho dato tutto sia sul piano delle prestazioni che su quello umano ovunque sono andato, ricevendo tantissimo perché la gente mi ha sempre apprezzato. In particolare ricordo il salto di categoria con il Latina, perché avendogli regalato la prima Serie B di sempre sono anche entrato un po’ nella storia del club, e la stessa cosa posso dirla della Serie A conquistata con il Treviso. Ma soprattutto ricordo con affetto la promozione in A nel 2008 con il Lecce, dove ho vissuto momenti stupendi ed indelebili”.

Cosa ti è rimasto più impresso dell’anno e mezzo trascorso in giallorosso?

“La stagione 2007/2008 è stata fantastica, con un finale indimenticabile. Conquistare 83 punti fu già un risultato davvero ottimo, ma non ci bastò per ottenere il pass diretto per la A. Massima serie che arrivò poi tramite i play-off, e la finale di ritorno con 40mila tifosi a sostenerci è di quei momenti che valgono veramente tanto. Poi come dimenticare la vittoria per 0-4 a Bari. Capimmo la nostra impresa solo qualche giorno dopo, quando nel corso delle vacanze natalizie migliaia di tifosi accorsero a Calimera per ringraziarci con cori e fumogeni. Assieme ai tanti ricordi positivi c’è anche quello della tragedia occorsa ad Antonio, il magazziniere del club. Un evento che mi segnò particolarmente. Infine, c’era il gruppo messo insieme da mister Papadopulo. Calciatori fortissimi e uomini di spessore con cui per me è bello sentirsi spesso”.

A Lecce sei tornato l’ultima volta in una gara di Coppa Italia di Lega Pro con il Latina, ricevendo una vera standing ovation a fine partita. Hai un saluto da fare ai tifosi giallorossi?

“Li saluto e li ringrazio di cuore per quello che mi hanno dato, ed il mio rapporto con loro è ancora molto bello. Quest’anno infatti, dopo la promozione, ho ricevuto tantissimi messaggi di congratulazioni provenienti dal Salento. A loro voglio solo fare un grosso in bocca al lupo per i playoff”.

A tal proposito, come vedi le possibilità di promozione dell’undici di Braglia?

“Ho visto la gara con il Bassano e, tolti i minuti iniziali, la squadra mi ha fatto una gran bella impressione. Hanno tutte le carte in regola per farcela. Il Foggia è uno scoglio importante e difficile da superare, quasi fosse una finale anticipata, e infatti credo che chi vincerà questa semifinale sarà favorito per la promozione in Serie B”.

Ora che è diventato “grande”, cosa farà Cottafava?

“Resterò a Ferrara, nello staff tecnico del settore giovanile della Spal. L’offerta della società mi ha fatto grandissimo piacere, perché vuol dire che credono in me e che ho dato tanto sotto il profilo umano. Il mio sarà un lavoro di campo, ma ancora non so quale formazione andrò ad allenare, dipenderà dal patentino. Vedremo, ma ciò che è certo è che lo farò con grande passione e professionalità”.