LECCE – Cosmi: “Conservo l’abbraccio del pubblico. Ai padroni del calcio dico…”

LECCE- Serse Cosmi commenta amaro (e con vena polemica nei confronti dei cosidetti “Padroni del calcio") la sconfitta del Lecce contro la Fiorentina che, grazie al gol di Alessio Cerci, coglie la salvezza. Non resta che aggrapparsi ancora alla matematica che ancora non condanna i giallorossi (bisogna sperare in due sconfitte del Genoa e vincere a Verona contro il Chievo), ma in cuor suo Serse Cosmi conserva l’abbraccio del pubblico che ha salutato con amore la squadra a fine gara, applaudendo coloro che hanno lottato sul campo. Un pubblico da Serie A, salvatosi nonostante la retrocessione.

PUBBLICO DA SERIE A – “L’errore più grande sarebbe giudicare il campionato da questa farsa di oggi. Sarebbe un errore madornale. Non giudichiamo il nostro campionato da questa gare, altrimenti facciamo il gioco dei padroni del calcio. A fine anno tutte le squadre faranno il loro consultivo e il mio parte dal dopo partita di oggi. Ho assistito a una delle cose più belle del calcio. Credevo che fosse lontano il tempo in cui dopo una probabile retrocessione si potessero applaudire i calciatori. Ciò dai padroni del calcio non viene preso in considerazione. Per me rimane un motivo d’orgoglio. Una città vince il campionato pur vedendo retrocedere la squadra. Abbiamo dimostrato amore per il lavoro, andando al di sopra delle proprie forze fisiche. Abbiamo disturbato il campionato per due-tre mesi e chiediamo scusa se lo abbiamo fatto anche a lungo. Non posso dire nulla sulla dirigenza e sulla squadra. C’è però una parte del calcio poco sensibile a tutto ciò…”.

RICORDI DI QUESTO POMERIGGIO – “Non voglio identificare questo risultato finale con quanto fatto prima dal tecnico passato. Sarebbe una cosa subdola e vigliacca. La squadra ha cambiato ma ho trovato un ottimo lavoro alle spalle. Da parte mia ho messo entusiasmo e incoscienza e la gente ha apprezzato. Chiaro che abbiamo anche sbagliato. Aritmeticamente si potrebbe fare un certo tipo di discorso. Sono comunque gratificato da quanto successo oggi. Ciò lo conservo”.

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