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LECCE – Ciancio scalpita: “Non vedo l’ora di indossare il giallorosso. Padalino mi impressionò…”

Potrebbe presto essere ufficiale l’ingaggio, da parte del Lecce, del difensore Simone Ciancio. “Mia madre è originaria di Gallipoli – esordisce il classe ’87 – e nella città bella vivono i nonni materni ed altri parenti. Sono qui dal 9 giugno con Elisa, la mia ragazza, a goderci lo splendido sole ed il meraviglioso mare di questa zona. Peccato che in questi giorni ci sia tanto vento”.

Ciancio non vede l’ora di vestirsi di giallorosso: “Spero proprio che la trattativa vada in porto. Nelle ultime ore i contatti con il direttore sportivo Mauro Meluso ed il mio procuratore si sono intensificati. Mi auguro che l’operazione si concretizzi. Ci terrei ad indossare la casacca giallorossa e ad approdare in un club blasonato, che vanta tanti anni di militanza in Serie A ed in Serie B nella sua storia recente”.

Sulla sua carriera e sulle sue qualità: “Nella Sampdoria ho effettuato tutta la trafila dalle giovanili alla prima squadra. Ho fatto parte per due stagioni nella rosa della formazione maggiore senza mai esordire e poi sono stato ceduto in prestito a diversi sodalizi. In seguito, ho subito un infortunio e la società blucerchiata ha deciso di non rinnovarmi il contratto. Nelle ultime due annate agonistiche ho giocato con il Cosenza, club nel quale credo di essermi comportato bene. Sono abituato a difendere, ma anche a spingere molto sulla fascia. Il mio piede preferito è il destro, ma a Cosenza sono stato impiegato sulla sinistra con risultati positivi. Pertanto, posso essere utilizzato su entrambe le fasce”.

Il commento finale di Ciancio riguarda il tecnico Padalino: “L’ho affrontato da avversario nella stagione scorsa, io con la casacca del Cosenza e lui sulla panchina del Matera. In Basilicata siamo stati sovrastati. I lucani mi hanno impressionato, in quanto manovravano con la palla a terra e verticalizzavano con grande velocità. Il gioco che piace a me. Del neo trainer del Lecce mi ha parlato molto bene, anche sotto il profilo umano, De Rose, che lo ha avuto proprio a Matera”.