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LECCE – Braglia vuole i fatti: “Basta parole e presunzione, serve reagire. Il Messina? A noi nessuno regala nulla”

Domani alle ore 15 il Lecce scenderà in campo al “San Filippo” di Messina per cercare i tre punti in una gara fondamentale in primis in chiave play-off. Lo sa benissimo il tecnico dei salentini Piero Braglia, che ha ribadito quanto sia necessario rimettersi in carreggiata nella conferenza stampa di presentazione del match con i siciliani.

Braglia ha dapprima lungamente analizzato i perché delle ultime uscite a vuoto dei suoi, non mancando di sottolineare gli aspetti sui quali la squadra deve insistere di più: “Innanzitutto questa squadra non può assolutamente giocare con presunzione, a prescindere dall’avversario che ha di fronte. Non serve bellezza ma praticità, per tornare a fare quello che sappiamo fare ripartendo da zero. Per farlo ho bisogno di chi sta bene, gli altri restano a casa, perché se fino ad adesso ho ragionato in un certo modo, ora è il tempo di cambiare perché di certo non ho voglia di accettare passivamente le situazioni. Voglio che questa squadra abbia una reazione, che lotti fino alla fine, lavorando tanto e parlando poco. Bisogna venir fuori da questa brutta situazione e ritrovare la rabbia agonistica, senza la quale facciamo fatica con chiunque, e l’abbiamo visto ultimamente”.

Sul Messina, il tecnico grossetano ha aggiunto: “Dovremo correre perché a noi non regala niente nessuno. Loro giocheranno in casa e dunque cercheranno di fare la loro partita, mentre starà a noi capire l’importanza di questa gara. In questo campionato può succedere di tutto, ma non dobbiamo mai dimenticare di pensare solo a noi stessi.

Mister Braglia ha chiuso la conferenza pronunciandosi sulle parole spese dal presidente Enrico Tundo in settimana: “Il nostro presidente è una persona tranquilla, che ti da serenità. Sia lui sia l’avvocato Sticchi Damiani, e come loro tutta la dirigenza, hanno sempre dimostrato la loro vicinanza alla squadra, soprattutto nei momenti più difficili come questo. Un comportamento che non è da tutti”.