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LECCE – Braglia, troppi 1-0? Ma Perugia e Salernitana trionfarono con le vittorie di misura

Il Lecce di Braglia gioca bene, vince ma soffre davvero troppo. E’ questa la tesi dei meno ottimisti tra coloro che vogliono analizzare le prime uscite dei giallorossi con la nuova guida tecnica, tutte caratterizzate dal minimo comun denominatore della vittoria ottenuta di misura. Ciò che chi opta per vedere la metà vuota del bicchiere non ha considerato, tuttavia, è che nel calcio in generale, ed in particolare in Lega Pro, sono proprio i risultati risicati a farla da padrone ed a pesare non poco sul bilancio complessivo, sulla graduatoria di fine campionato che sancisce il vincitore del torneo.

Nel caso specifico dei giallorossi, i tifosi possono guardare con fiducia al paragone con le ultime due vincitrici del gruppo meridionale (o centro-meridionale) della terza serie, ovvero Perugia e Salernitana. Nella stagione 2013/2014, gli umbri con Camplone in panchina vinsero un torneo molto equilibrato (lottando fino all’ultima giornata con Frosinone e Lecce) con 66 punti, frutto di 19 vittorie, 9 pareggi e 4 sconfitte. Analizzando i successi ottenuti dai Grifoni, si vede come 5 di questi siano avvenuti con il risultato di 1-0 e ben 9 altri siano giunti con un punteggio diverso ma sempre di misura. Solo due sono state le vittorie con lo scarto di due reti, mentre tre sono state quelle con un divario di reti maggiore. Ancor più rispetto al Perugia, la Salernitana campione in carica ha costruito la sua promozione attorno alle vittorie con il minimo scarto. Su 26 gare vinte complessivamente (in 38 partite, contro le 32 disputate dal Perugia e le 34 che giocherà il Lecce quest’anno), ben 18 sono state conquistate segnando un solo gol in più dell’avversario, di cui addirittura 10 per 1-0, un vero record. In quattro gare i granata riuscirono a mettere due gol tra se e l’avversario, mentre le goleade sono state appena due, ed entrambe con la Lupa Roma (0-4 e 4-1).

Alla luce di questi dati statistici, che sottolineano quanto in Lega Pro siano frequenti i successi di misura per chi naviga nelle zone alte della classifica (ma non solo nella terza serie, vedi l’Inter capolista di una categoria, la Serie A, in cui lo scarto tra grandi e piccole è di certo maggiore che in Lega Pro), i tifosi del Lecce possono stare un po’ più tranquilli. Ciò non vuol dire certo che i salentini siano diventati automaticamente la candidata numero uno alla vittoria finale, ma semplicemente che inanellare una serie di risultati pieni di misura consecutivamente non è certo segno di poca solidità ma, semmai, dell’esatto contrario.

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