foto: F. Baschirottoph: Coribello/SS
LECCE – Baschirotto ha ancora più fame: “Sofferto per l’assenza con l’Inter, ora lottare per salvarci”
Per la prima volta a San Siro ha saltato minuti in questo campionato, il tutto a causa della squalifica rimediata dopo il giallo con il Sassuolo. Ora Federico Baschirotto è carico e pronto a tornare a trascinare il suo Lecce, come dichiarato quest’oggi in conferenza stampa.
L’apertura è stata dedicata alla sconfitta con l’Inter: “E’ stata una partita difficile, bisogna dare il merito all’Inter che è una grande squadra ed infatti ci ha messo in difficoltà con la sua qualità. E’ un errore che ci sta. Si prova a giocare a calcio e giocare di catena, poi è stato bravo Bastoni ad anticipare il nostro giocatore. Ci sta l’errore, potevamo stare un po’ più attenti a leggere questa situazione anche perché erano cose provate in settimana ma non voglio colpevolizzare nessuno. Personalmente non mi sento un assente di lusso perché credo che chiunque mi sostituisca lo faccia al meglio. Sono uno dei tanti che lotta per l’obiettivo di fine anno, siamo una squadra e non conta se manchi o meno un singolo elemento”.
Le convocazioni in Nazionale sono alle porte: “Non ci penso sinceramente, come mi dice il mio procuratore è come l’amore, quando non ci pensi arriva. Voglio fare bene con il Lecce partita dopo partita, poi quello che mi aspetta sono il primo ad accettarlo. Mi focalizzo sul presente e sul lavoro quotidiano”.
C’è da rifarsi dopo i due ko di fila: “Un po’ di rammarico c’è perché in queste due gare potevamo fare di più. Ora c’è il Torino, siamo pronti ed entusiasti di andare in campo per ottenere il massimo dando tutto di noi stessi. Direi allo spogliatoio di non guardare indietro ma avanti, quindi al Toro, ed anche dentro noi stessi perché non si diventa scarsi dopo una sconfitta come non forti dopo una vittoria. Ci vuole equilibrio e voglia di dimostrare al mondo chi siamo con grande fame”.
Baschirotto è poi tornato sulla squalifica: “Mi è piano il cuore, ci tenevo giocare davanti agli 80mila di San Siro dove non ho mai giocato. Ho sofferto, sono sogni che metti nel cassetto e non puoi tirarli fuori. Col senno di poi non interverrei su quella palla, anche se ero sicuro di prenderla. L’ho pestata e sembrava un intervento duro ma era palla piena. Doveva andare così. Si riparte a mille con sempre più voglia e motivazioni per cercare la salvezza. Ci sono tante partite e punti, dovremo affrontare al massimo possibile per riprendere la marcia”.
