LECCE – Amarcord, trentun’anni fa la prima perla in Serie A. Quando Beto Barbas bombardò l’Udinese

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Foto: Pedro Pablo Pasculli e Beto Barbas (@Lecce Amarcord)

Sono passati esattamente trentun’anni da quella domenica 3 novembre 1985, data della prima vittoria dell’Unione Sportiva Lecce in Serie A. La prima di tante, la prima di una lunga serie, la prima del primo, storico, anno con i “grandi” di quello che era, e chissà se tornerà mai ad esserlo, il campionato più bello e difficile del mondo. Tutto questo insieme di fattori contribuisce a conferire a quella che era una semplice partita di calcio conclusasi con un successo i connotati del trionfo in una battaglia epica, di quelle da tramandare negli annali.

In quella domenica pomeriggio di metà autunno, il neopromosso Lecce di Eugenio Fascetti si apprestava ad affrontare l’Udinese del vate Luis Vinicio in un “Via del Mare” gremito di quasi cinquantamila spettatori. Era già la nona giornata di campionato ed i giallorossi, pur avendo lasciato ottime impressioni e avendo raccolto pareggi prestigiosi in casa del Verona Campione in carica e contro il Napoli di Maradona (il terzo punto era stato conquistato con il Torino nella prima assoluta della A a Lecce) non erano ancora riusciti a sbloccarsi definitivamente e ad ottenere il primo successo. Il giro di boa del girone d’andata era però già stato superato e la classifica iniziava a farsi pericolosa, dunque l’unico risultato possibile per Pasculli e compagni nella sfida ai friulani, per di più diretti concorrenti per la salvezza poiché orfani della stella Zico (ceduto in estate), era la vittoria.

L’undici leccese non deluse le aspettative e, trascinato da un Barbas versione Mondiale, si impose con un secco 2-0, facendo esplodere il pubblico. Dominatrice assoluta del match, se si eccedono due tentativi ospiti che trovarono un ottimo Negretti sulla loro strada, la formazione di Fascetti trovò il vantaggio intorno alla mezz’ora con una punizione magistrale di Barbas: la perfetta parabola di Beto, calciata da quasi trenta metri di distanza, si insaccò imparabilmente sotto l’incrocio dei pali. Pochi minuti più tardi l’argentino, per citare il coro che i supporter salentini gli dedicavano con affetto e costanza, buttò un’altra bomba, ma il siluro da centrocampo colpì la traversa prima di perdersi sotto la Sud. Nella ripresa i bianconeri abbozzarono una reazione, ma nel loro miglior momento furono puniti dall’attaccante Paciocco, da poco subentrato a Pasculli, che imbeccato in contropiede, manco a dirlo, da Barbas battè Brini mettendo in cassaforte il primo successo del Lecce in Serie A. Successo che consentì ai giallorossi di portarsi a un solo punto dalla zona salvezza in una stagione che, però, si concluse con un’amara retrocessione. Un epilogo che gettò le basi per la costruzione di una squadra e di una società che si consolidò in massima serie nel ventennio seguente, e che soprattutto non evitò di consacrare i protagonisti di quella stagione a vere e proprie leggende nella storia del Lecce.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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