LAST BET – La tesi difensiva di Semeraro verte su tre punti
Pierandrea Semeraro cercherà di provare la sua estraneità nella combine del derby Bari-Lecce, del 15 maggio 2011, nel corso dell’incontro che il 19 luglio prossimo presso il procuratore federale Stefano Palazzi. Saverio Sticchi Damiani, Franco Coppi e Andrea Sambati, il suo pool difensivo, cercheranno di dimostrare che i prelievi bancari dell’ex presidente giallorosso sono giustificabili, che la combine non fu portata al termine e che Carlo Quarta agiva per conto suo e non per conto del club giallorosso.
Per quel che concerne la destinazione del denaro prelevato, gli avvocati di Semeraro vogliono dimostrare che il primo prelievo dei 200mila euro (50mila) fu girato a Carlo Quarta in quanto co-proprietario con Semeraro di un ristorante. Il denaro del secondo prelievo sarebbe stato destinato ai familiari.
Si cercherà inoltre di dimostrare che la partita non fu combinata, facendo riferimento all’interrogatorio di Gianni Carella, che affermò, lo scorso 6 aprile, che la combine non è mai andata in porto. La tesi difensiva (suffragata anche da Giuseppe Vives nel suo interrogatorio) vuole dimostrare che, all’incontro col padre di Masiello (invece del figlio), Quarta si fosse presentato come finto intermediario dell’Us Lecce per dare una parvenza di verità all’accordo. Masiello senior avrebbe detto al figlio “ti pagano bene anche se non c’è stata combine”. Queste le tesi difensive dell’ex presidente del Lecce, finalizzate ad alleggerire la pillola per la società giallorossa, che rischia la retrocessione in Lega Pro.
