LECCE – Forti e immaturi, ecco i giallorossi. Cinismo da vera “big” e mercato per il salto di qualità

Mentre le avversarie, Matera in primis, accelerano, l'undici di Padalino sembra aver rallentato la propria marcia, reiterando una serie di errori che si porta dietro da tempo

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Foto: (@Michel Caputo)

Diciamoci la verità, all’inizio del torneo in corso un po’ tutti ci eravamo illusi. Il Lecce di Padalino aveva avuto un approccio straordinario alla nuova stagione, dimostrando meccanismi ben definiti con disarmante precocità e raccogliendo ottimi risultati. In pratica, i giallorossi sembravano una macchina perfetta. Siccome però il Lecce non è il Barcellona e la Lega Pro ha insegnato a tutti, e fin troppe volte, di essere un campionato arduo poco avvezzo a consegnare i connotati dello schiacciasassi a le sue squadri migliori, i tifosi e gli stessi protagonisti sono dovuti tornare alla realtà, quella appunto di un torneo che di spazio ne lascia poco ai voli pindarici e zero a gli estetismi, con il concetto di bel gioco che, col passare delle settimane, passa in secondo piano, in favore del gioco efficace.

Proprio in termini di efficacia ha via via perso qualcosa l’azione del Lecce, che se in qualche occasione non si è espressa al top (Catania, Foggia, Cosenza, Matera, Fidelis Andria) incontrando comprensibilissime difficoltà, elemento assolutamente da mettere in preventivo, in altre occasioni ha invece vanificato le proprie qualità palesando un’immaturità di collettivo che non è costata solo sei punti praticamente fatti, ma che ha anche minato qualche sicurezza. Ci riferiamo alle gare con Vibonese, Fondi, e Monopoli, tre pareggi che vanno ben oltre il concetto de “la palla è rotonda”; tre partite quasi vinte che il Lecce ha da solo buttato in aria in modi inaccettabili per chi punta al primo posto. Quando le qualità non sono in discussione, e sotto questo profilo la squadra di Padalino non è seconda a nessuno, sono altre le caratteristiche che una grande squadra dovrebbe avere su cui si può sindacare. Come la gestione dei momenti-clou dei vari incontri e quella dose di cinismo fondamentale per fare proprie le partite una volta, sbloccate, in alcuni casi (vedi Fondi) anche con un doppio margine di vantaggio. Quando mancano questi aspetti, ecco che subentra l’immaturità: tutte le big del mondo incontrano difficoltà, e ci mancherebbe, ma quante sono quelle che, una volta portatesi in vantaggio, si fanno rimontare da avversari di altra categoria (al ribasso, ovviamente)? Decisamente poche, e se qualcuna c’è difficilmente in primavera raggiunge l’obiettivo che si era preposta. E dire che nel pregara con il Monopoli Padalino aveva indicato proprio le sopracitate partite di Vibo e Fondi come le peggiori del girone d’andata, perché quelle in cui la squadra aveva commesso le maggiori leggerezze. Ecco, questo è un elemento da evitare assolutamente nel proseguo del girone di ritorno.

Ciò non toglie che, quando hai a che fare con una squadra totalmente rinnovata e con tanti giovani, è fisiologico andare incontro ad un certo tipo di difficoltà. Ecco perché riacquistare sicurezza e rinnovare le consapevolezze potrebbe non bastare al Lecce per fare il salto di qualità. Per fortuna di Padalino e dei tifosi leccesi siamo però alla vigilia di Natale e, anche se da regolamento i regali del calciomercato invernale non potranno arrivare sotto l’albero, nel giro di qualche settimana qualche sorpresa potrebbe comunque esserci. Il mercato di riparazione può rappresentare infatti un aiuto non da poco per accelerare e consolidare il processo di crescita di Lepore e compagni. Per fare il salto di qualità, i giallorossi necessitano di un innesto per ruolo. Non che la rosa attuale non sia all’altezza, ma non è da escludersi che continuando a puntare su questo collettivo nella sua interezza si possa incappare nuovamente negli errori commessi, anche perché la maggior parte dei ragazzi a disposizione di Padalino non hanno mai lottato per il primo posto per salire in Serie B. Ecco che inserire quei 2-3 elementi di qualità ma soprattutto di esperienza potrebbe fare la differenza e rompere gli equilibri in favore dei giallorossi, prima che a romperli siano gli avversari. Proprio come accaduto, un torneo fa nel mese di gennaio, dal Benevento del solito noto Auteri, che nel primo mese dell’anno iniziò la sua cavalcata trionfale.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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