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LEGA PRO – Da favorita a grande in crisi, vuole recuperare per i playoff: la Juve Stabia di Carboni

Questa sera il Via del Mare sarà teatro della sfida tra due delle più grandi deluse del campionato che si sta avviando alla conclusione. Se a Lecce regnano malcontento e contestazione nei confronti della guida tecnica, in casa Juve Stabia, infatti, le speranze di primo posto sono venute meno clamorosamente prima. Rispetto ai giallorossi di Pasquale Padalino, i ragazzi di Guido Carboni e precedentemente di Gaetano Fontana sono stati protagonisti di un 2017 disastroso, che li ha visti scivolare fuori dal podio e staccarsi subito dalla vetta, subendo di conseguenza la furia di una tifoseria delusa dai pessimi risultati raccolti nonostante una rosa di categoria superiore assemblata con investimenti importanti da parte del club.

Nel big match del trentatreesimo turno le vespe cercheranno dunque innanzitutto di ritrovare sorrisi e consapevolezze, ma dovranno combattere contro il tabù-Lecce. I 13 precedenti tra le due squadre parlano infatti salentino, considerate le 9 vittorie giallorosse, i 3 pareggi e la sola vittoria gialloblù (3-2 nella Serie C1 ’95-’96). Bilancio clamoroso, addirittura, se si vanno a prendere i soli incontri disputati nel sud-est della Puglia. Nelle sei occasioni in cui è scesa in campo al Via del Mare, la Juve Stabia non solo ha sempre perso, ma non è riuscita a segnare neppure una rete, subendone al contrario ben tredici. Nell’ultimo precedente a Lecce, i gol di Surraco e Cosenza fecero esplodere lo stadio, ancora speranzoso di un primo posto che fu poi appannaggio del Benevento. Vittoria leccese anche nella gara d’andata di quest’anno: Pacilli, Tsonev e Caturano, ribaltando le reti iniziali di Kanouté ed Izzillo, misero la loro firma nell’impresa più bella (di quelle che avrebbero potuto cambiare una stagione) realizzata fino ad oggi dal Lecce di Padalino. Proprio in quel pomeriggio napoletano, però, qualcosa iniziò a scricchiolare nel rapporto tra i supporter giallorossi e il tecnico foggiano, che nel dopogara “accusò” in maniera poco lungimirante e poco razionale i propri tifosi, rei di aver invitato i giocatori a “tirar fuori gli attributi” quando erano diretti verso gli spogliatoi nell’intervallo, pur essendo sotto di due reti.

Rispetto a quel match le cose, come sopra detto, non sono cambiate solo per il Lecce, ma soprattutto per la Juve Stabia. Il ribaltone subito con i Lupi non si è infatti dimostrato come un semplice incidente di percorso, bensì come chiaro segnale di una squadra fatta di giocatori importanti ma male amalgamata, che è andata poi sgretolandosi passando in poche settimane da big del torneo a compagine in piena crisi, da squadra da battere ad outsider. Forte di una rosa di spessore e qualità, il giovane tecnico Gaetano Fontana è stato protagonista di un avvio super, con la sua squadra in vetta solitaria per quattro turni prima della pausa. Già prima di gennaio i gialloblù avevano dimostrato qualche segno di cedimento, con il Lecce ma non solo, e la società ha deciso così di intervenire in maniera copiosa sul mercato. Gli arrivi importanti hanno finito però solo però solo per accentuare l’essere poco “squadra” degli stabiesi, che nel nuovo anno solare sono letteralmente crollati.

Una vittoria, tre pareggi e quattro ko nel 2017 sono costati non solo le possibilità di promozione diretta, ma anche la panchina a Fontana, sostituito da Carboni dopo l’umiliante 0-1 interno con la Paganese. L’ex allenatore del Bari ha esordito alla grande, con una vittoria per 2-4 in casa del Cosenza, poi parzialmente vanificata dai 2-2 interni con Catanzaro e Casertana. Lievi segnali di ripresa, comunque, rispetto alla precedente crisi nera, che hanno consentito alla Juve Stabia di mantenere il quarto posto e distanziare di 4 lunghezze la Virtus Francavilla. Tenersi dietro i biancazzurri e il Siracusa è ora, unitamente alla necessità di ritrovarsi e ritrovare le forze, il nuovo obiettivo gialloblù, complici le eccessive distanza (11 e 18 punti) dai primi due posti e visto che il Matera terzo ha di diritto l’accesso a una fase successiva dei playoff.

Santacroce, Matute, Cutolo e Paponi: sono questi i nomi altisonanti di un mercato invernale, quello delle vespe, che aveva fatto sognare i tifosi, già entusiasti di quello estivo che aveva reso la Juve Stabia une delle big della categoria. I nomi sopracitati hanno però solo in parte mantenuto le promesse tant’è che molte delle insidie per gli avversari nascono comunque da quelli che sono stati sin dalle prime giornate i punti cardine della formazione gialloblù. Si tratta dei difensori Morero ed Atanasov, dei centrocampisti Capodaglio, Izzillo e Mastalli e degli attaccanti Ripa e Kanouté. Senza dimenticare i tre ex giallorossi Liviero, Salvi e Rosafio.