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in foto: Baschirotto festeggiato dai compagni
copyright: Coribello/SS

LECCE – Falcone Uomo Ragno, Umtiti e Baschirotto due colonne. Male l’attacco: le pagelle

LE PAGELLE DI LECCE-ROMA

Falcone 8: Se il Lecce porta a casa un punto, il grosso del merito è suo. Si traveste da Uomo Ragno e chiude la sua porta alla sua squadra del cuore in almeno quattro nitide occasioni. Una sicurezza, giornata dopo giornata.

Gendrey 6: Dà tutto, come sempre, poi finisce la benzina nella ripresa e deve gestirsi. El Shaarawy è un osso duro ma il francesino giallorosso non demerita, anche se non è propositivo in fase offensiva come in altre occasioni.

Umtiti 7,5: Decisivo, determinato, efficace, qualitativamente superiore a tutti. Falcone gli toglie la palma del migliore in campo ma poco importa. Si conferma un lusso per questa squadra. Una delle più incredibili operazioni chiuse da Leo da Vernole.

Baschirotto 7: Il colpo di spalla di Ibanez su uno dei suoi ennesimi, tremendi, colpi di testa da corner, gli toglie la gioia del quarto gol stagionale. Duello rusticano con Abraham, da cui non esce battuto, anzi, lotta con grinta e onore sino all’ultimo secondo. Il prototipo del calciatore perfetto: grintoso, determinato, generoso, umile.

Gallo 6: Non sfonda sulla sua fascia di competenza. Guadagna il corner da cui nasce l’1-0 salentino, poi costruisce un paio di buone discese con altrettanti cross al centro, non sfruttati dai suoi compagni. Rimedia, rischiando l’infortunio (e infatti poi esce poco dopo) su Zalewski che, nella ripresa, lo aveva saltato, presentandosi in area di rigore.

(74′ Pezzella) 5: Ha bisogno di ritrovarsi, e in fretta. Nei 20 minuti in cui resta in campo, sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare, perdendo, ingenuamente, almeno tre palloni pesanti e rischiando anche un giallo per un intervento su Solbakken.

Blin 5,5: Continua il trend in ribasso per il francese che, nelle ultime partite, si è riscoperto impreciso e un po’ confusionario. Lotta come sempre, ma non è efficace come in altre occasioni.

Hjulmand 7: Baluardo di questa squadra, stenta ad accendersi, ma, quando lo fa, tutti i suoi compagni ne giovano. Tocca e indirizza una tonnellata di palloni, alcuni in modo non proprio efficace, mettendo diverse pezze su altrettanti buchi nella retroguardia leccese. Spende un cartellino giallo con intelligenza nella ripresa, quando ferma, con le cattive, un cliente difficilissimo come Dybala.

Gonzalez 6: Non si fa vedere tantissimo in proiezione offensiva, ma è utilissimo in fase di ripegamento. Chiude in riserva di energie e perde lucidità, rischiando qualcosa di più di un semplice giallo su una reazione Zalewski. Salterà Bergamo, squalificato.

(67′ Askildsen) 5,5: Sarebbe servito un impatto più pesante sull’incontro, dato che entra in campo nella fase cruciale della sfida. Qualche errore di sufficienza, poco appoggio alle punte. Vista l’assenza di Gonzalez per squalifica, domenica prossima toccherà a lui ma deve dimostrare di meritarsi la maglia da titolare.

Strefezza 6: Fa e disfa. Ci mette lo zampino sul gol del vantaggio leccese spedendo in area il pallone, poi deviato da Baschirotto e Ibanez alle spalle di Rui Patricio. Chiude in maniera goffa sul corner da cui scaturirà il rigore trasformato da Dybala. Va poco al tiro, merito della super difesa romanista. Rischia l’espulsione per un intervento in ritardo su Zalewski (e, a dir la verità, ci stava).

(74′ Banda) 6: Dà brio all’attacco con la sua dinamicità, ma deve migliorare – e non è la prima volta che lo scriviamo – sia nelle scelte tattiche negli ultimi metri, sia nel tiro in porta. Rischia un giallo per simulazione, l’arbitro non se ne accorge.

Colombo 5,5: Solito cliché: lotta per quel che può, tocca qualche pallone ma ne perde la maggior parte, non riuscendo a difenderlo a dovere, da attaccante, anche per la netta differenza fisica coi suoi marcatori diretti. Meglio nel secondo tempo, quando libera Strefezza con un colpo di tacco ma poi rimedia un giallo per inseguire Dybala.

(67′ Voelkerling P.) 5,5: Qualche buona sponda coi compagni ma anche un tiro ciccato – forse per troppa frenesia – al limite dell’area che avrebbe meritato miglior sorte. Sostanza in attacco: questo serve al Lecce.

Di Francesco 6,5: Corre come un dannato, fornendo anche degli interessanti palloni ai suoi compagni di reparto, mai sfruttati a dovere. È l’uomo che dà l’idea di poter sfondare la fitta ragnatela romanista con i suoi cambi di direzione e la sua qualità. Non proprio un cecchino quando si presenta al tiro in un paio di occasioni.

(88′ Oudin) sv: Pochi spiccioli di gara, fa in tempo a sciupare una buona occasione sulla destra con un passaggio fuori misura.

All. Baroni: 6,5: Si gioca a viso aperto la sua gara contro una squadra nettamente superiore, per tecnica e per qualità di campioni a disposizione. È questo il percorso da seguire, la linea è ormai tracciata: affrontare ogni sfida a testa alta, senza timori reverenziali, stringendo le maglie in difesa. Al tirar delle somme, il punto è più che meritato. Servirebbe, però, più efficacia dai suoi attaccanti. Non sempre Baschirotto può toglierli le castagne dal fuoco.

ROMA: Rui Patricio 6 – Mancini 6,5, Smalling 6, Ibanez 5,5 – Zalewski 5,5, Cristante 6, Matic 6 (83′ Wijnaldum sv), El Shaarawy 6 – Dybala 6,5, Pellegrini 5,5 (87′ Solbakken sv) – Abraham 6,5 (83′ Belotti sv). All. Mourinho 5,5.