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foto: G. Strefezza
ph: Coribello/SS

LECCE – Falcone e Strefezza una spanna sopra tutti, Askildsen cade nella trappola di Abraham: le pagelle

LE PAGELLE DI ROMA-LECCE

Falcone 8: Prende due gol ma ne evita almeno altri quattro o cinque. Se il Lecce subisce così pochi gol rispetto alle altre stagioni, il merito principale è suo. Può poco sul primo gol, sul rigore è spiazzato da Dybala. Se continua su questi livelli, merita quantomeno un appuntamento con Mancini.

Gendrey 6: Serata complicata per il francese, come per tutta la squadra. Paga l’impatto con l’Olimpico, andando in tilt nei primi minuti, facendosi “mangiare in testa” da Smalling nel gol del vantaggio romanista. Dopo l’espulsione di Hjulmand, non ha quasi mai lo spazio per galoppare. Nella ripresa sale leggermente di livello, vincendo alcuni bei duelli.

Baschirotto 6: Giocare accanto a Umtiti darebbe sicurezza a chiunque. Subire gli attacchi romanisti per 70 minuti, in superiorità numerica, lo costringe a stringere i denti ancor di più. Qualcosa cede, talvolta è in ritardo, altre volte chiude bene e fa ripartire l’azione. Anche oggi, pagnotta portata a casa.

Umtiti 6,5: Mezzo voto in più d’incoraggiamento ad un campione in cerca di ritrovare se stesso dopo tante tribolazioni. Non sbaglia quasi nulla e quando non ci arriva col fisico, ancora non al massimo, ci mette l’esperienza. Se la Roma arriva da tutte le parti, comunque, non è colpa sua. Nè di Hjulmand.

Pezzella 5,5: Potrebbe dare ma non dà. Potrebbe mettere a disposizione del gruppo la classica ‘cazzimma’ napoletana, ma spesso si perde in palle imprecise e scelte da rivedere. Dalle sue parti, la Roma affonda di più. Serve più grinta.

Askildsen 6: Avvio a luci spente, come tutta la squadra nei primi 20 minuti. Quando esce Hjulmand, si carica sulle spalle la squadra e gioca un ottimo primo tempo, in entrambe le fasi, puntando anche al gol del potenziale vantaggio su punizione. Nella ripresa cade nella trappola di Abraham, toccandolo lievemente. La botta presa sulla coscia, lo manda anzitempo negli spogliatoi.

(71′ Helgason) 5: Solita partita da “c’è, ma non si vede”.

Hjulmand 6: Punito da una decisione ingiusta di Prontera. Intervento di foga, ma non cattivo, nè intenzionale.

Gonzalez 5: Ancora una gara negativa. Soffre l’impatto con l’Olimpico e si fa prendere dall’emozione. Concede troppo spazio a Pellegrini per il cross indirizzato a Smalling. Entra nell’azione del gol di Strefezza ma, in generale, non dà il suo apporto e Baroni, giustamente.

(46′ Blin) 6: Dà più sostanza al centrocampo ma la situazione non cambia granché perché la squadra non riesce a salire, stanca e con un uomo in meno.

Strefezza 7: La sua classe è oro colato per una squadra in dieci e che è appena passata in svantaggio. Un guizzo dei suoi in area vale il pareggio, insperato sino a quel momento. Si sfianca nel rincorrere gli avversari e a provare a disegnare qualche buona traccia offensiva, ma gioca troppo lontano dalla porta e finisce presto la benzina.

(71′ Di Francesco) 6: Prova subito il tiro in porta con carattere. Stacca anche da corner, uno dei più piccoli. Poi, però, perde un pallone sulla tre quarti da mordersi le mani.

Ceesay 6: Sette per il sacrificio difensivo, cinque per la pericolosità in zona d’attacco. Litiga spesso col pallone per difenderlo dall’avversario, rischiando di perderlo e poi recuperandolo in velocità. Non tira mai in porta, però. E sono già due partite di fila.

(90′ Oudin) sv

Banda 6: Due sgasate delle sue nel primo tempo danno adrenalina alla squadra. Mette dentro anche un pallone d’oro che Ceesay non caccia in porta con cattiveria. Nella ripresa, il fiato cala e non scappa quasi mai.

(81′ Colombo) sv: Dieci minuti senza lasciare traccia.

All. Baroni 5,5: Conferma il modulo e lancia Umtiti dal 1′. La squadra soffre per i primi 20 minuti, surclassata a centrocampo, dove si trova in inferiorità numerica per via di un’assurda decisione arbitrale di Prontera. L’espulsione di Hjulmand lo costringe a rinforzare il centrocampo e a giocare con una punta, ma la benzina negli attaccanti esterni, Banda e Strefezza, finisce prima del solito. Se la gioca come può, uscendo a testa alta dall’Olimpico e perdendo di misura, grazie anche a Falcone.