[ESCLUSIVA SS] – Baresi: “La scuola di difensori italiana non è in crisi. Speziale? Può fare bene a Lecce”

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Vent’anni di carriera sempre indossando il rossonero, sua seconda pelle, un palmares ricco come pochi possono vantare, per i tifosi del Diavolo è sinonimo di leggenda, difensore apprezzato da tutti gli amanti del calcio tricolore, in grado di coniugare ruvidità ed eleganza. Stiamo parlando dello storico capitano del Milan e della nazionale italiana Franco Baresi, presente a Sava, in Piazza San Giovanni Battista, per l’inaugurazione della Scuola Calcio Milan, ed intercettato in esclusiva per Salentosport.

“Sono felice ed emozionato per essere qui – ammette Baresi – un progetto in cui crediamo tantissimo, conoscendo l’importanza di lavorare bene con i ragazzi. Non conoscevo questo posto, è la prima volta che vengo qui, ma devo dire che è stato tutto molto bello, l’accoglienza, il calore della gente: sono sicuro che sarà un primo passo per una proficua collaborazione”.

Lei è attento alle dinamiche del settore giovanile rossonero, cosa ci dice di Speziale, attaccante in comproprietà tra Milan e Lecce, che l’anno prossimo vestirà i colori giallorossi?

“Sicuramente un ragazzo di prospettiva con ottime potenzialità, se le due società hanno scelto questa soluzione è perché la ritengono quella migliore per la crescita del ragazzo. Evidentemente poi al termine della prossima stagione ci sarà una valutazione complessiva per capire se il giovane può essere importante a certi livelli”.

Come pensa che si possa ambientare il ragazzo nel Salento dopo l’esperienza vissuta a Milano?

“Questa è una terra molto positiva, non credo ci saranno particolari difficoltà di ambientamento per lui; più in generale con i ragazzi è fondamentale avere pazienza. Sono necessari 2 o 3 anni nelle giovanili per diventare buoni calciatori, o magari è necessario andare a giocare fuori prima di riproporsi ad alti livelli, pensiamo ad Antonini ed Abate per esempio. Essere protagonisti subito nel Milan o in qualsiasi altra squadra non è facile”.

Secondo lei c’è una reale difficoltà dei settori giovanili italiani?

“Assolutamente no, le società si dimostrano sempre molto attente ed investono tanto sui propri vivai; sono i ragazzi a dover capire l’importanza di ciò che fanno, che essere titolari in una primavera è un investimento per il loro futuro da saper gestire. Serve acquisire la mentalità giusta per imparare a crescere all’interno di un gruppo”.

Tempo di Europei, con qualche difficoltà ed errore di troppo della nostra nazionale. La scuola italiana è sempre stata al top per quanto riguarda i difensori, crede che ci sia in questo senso una piccola crisi?

“Certo che no, il calcio è da sempre una questione di cicli, per cui a volte, oltre al talento, incidono componenti esterni come la fortuna. Questa secondo me è solo una fase di transizione, abbiamo sempre avuto una grande scuola calcistica e continuiamo e continueremo ad esserlo”.

Luigi ALEMANNO
Giornalista pubblicista dal 2011, vicedirettore di SalentoSport.net. Responsabile della redazione sportiva di Teleonda dal 2009 al 2012, corrispondente per Piazzasalento dal Comune di Gallipoli dal 2012 al 2014, responsabile della comunicazione per la S.S.D. Gallipoli Football 1909 Srl dal 2012 al 2015.

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