LECCE – Di Michele e gli anni d’oro: “Arrivai tra mille dubbi, poi scrivemmo la storia. Liverani? Un grande”

L'ex bomber, protagonista nel Salento di una promozione, una salvezza in A conquistata e una sfiorata, racconta passato e presente del suo rapporto con i colori giallorossi

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Foto: David Di Michele

Dopo essere stato uno dei principali campioni ad aver vestito la maglia del Lecce negli ultimi dieci anni, David Di Michele non ha smesso di seguire le sorti della compagine salentina, ed ogni volta che può non perde occasione per andare al Via del Mare a seguire le gesta della squadra per cui ha giocato per due stagioni e mezzo dal 2010 al 2012. Di quegli anni d’oro vissuti nel Salento ne ha parlato ai microfoni di Studio 99 Radio.

L’attaccante di Guidonia ricorda con grande affetto le annate in giallorosso, sebbene il suo acquisto non fu accolto con troppi entusiasmi nell’anno della promozione: “Quando arrivai in giallorosso dal Torino, il mio acquisto fu tra i più criticati. Molti sollevavano dubbi circa la mia età e anche perché pensavano che il mio innesto a metà campionato avrebbe potuto creare squilibri in una squadra che lottava per la promozione. Io non mi feci trascinare da questa situazione, anzi restai concentrato sul mio lavoro ed entrai in un gruppo già collaudato in punta di piedi, entrando gradualmente a far parte della formazione anche grazie alla bravura e all’esperienza di mister De Canio, che mi aveva fortemente voluto e con il quale mi sono trovato benissimo. Poi a zittire le polemiche ci pensarono i gol e soprattutto le vittorie, che ci portarono a sudare e a meritare una promozione bellissima. Forse per me ancor di più, perché era la prima in carriera nonostante i trentaquattro anni. Il primo ricordo stupendo dell’indelebile storia scritta con il club salentino”.

Nel primo anno di A arrivò poi un’emozionante salvezza: “La permanenza in massima serie fu entusiasmante e anche insperata. In tanti ci davano per spacciati a inizio anno, indicandoci come una delle più probabili retrocesse. Il gruppo era però concentratissimo verso l’obiettivo e sicuro di potercela fare, senza dimenticare la spinta dei tifosi che fu decisiva. Festeggiare un traguardo che il Lecce non otteneva da sei anni è stato bellissimo”.

Certamente la stagione più travagliata, in negativo ma anche con indelebili aspetti positivi, fu la terza, l’ultima del Lecce in A: “Il secondo anno di fila in Serie A non ha avuto nulla da invidiare al primo in termini di emozioni, ci è mancato solo lo spunto finale per coronare un’altra annata fantastica, la terza di fila. La stagione non partì come speravamo perché quella era una squadra destinata ad uscire alla distanza, poiché costellata di tanti giovani e con un tecnico dalle grandissime capacità come Di Francesco. Un peccato che quell’avventura finì così presto, siamo stati sfortunati nei risultati ma si stava costruendo qualcosa di importante, poi è logico che la società doveva guardare anche alla classifica. Arrivò così Cosmi, che ci diede una carica pazzesca per inanellare risultati importanti e risalire la classifica verso quell’obiettivo che tutti ci auspicavamo, ovvero restare in A. La rincorsa fu vanificata proprio sul più bello a causa di due ko decisivi in casa, con Parma e Fiorentina. Purtroppo arrivammo scarichi in quella fase clou, in seguito ai tanti sforzi profusi per risalire la china. Avevamo dato tutto, lo sapevamo noi e lo sapevano i tifosi, come dimostrò l’indimenticabile serata del “Bentegodi”, quando col Chievo uscimmo tra le lacrime ma con la standing ovation da parte dei nostri encomiabili supporter. Immagini stupende che fecero il giro del mondo. Non avevamo nulla di rimproverarci, c’era solo l’immenso dispiacere di non aver mantenuta la categoria, anche perché sapevamo che di lì a poco il Lecce avrebbe pagato con la doppia retrocessione”.

Dopo anni di inferno in terza serie, ora i giallorossi sono tornati a lottare in cadetteria: “Tornare in B è stato importantissimo, e il Lecce lo sta facendo nel migliore dei modi. I ragazzi di Liverani hanno approcciato bene con la categoria, parlano risultati e prestazioni per loro, non ultima la vittoria di Verona contro una big della categoria in cui si sono viste tutte le qualità dei giallorossi. E’ importante restare con i piedi per terra, perché l’obiettivo primario si chiama salvezza. Serve solo sommare risultati per assicurarsi la permanenza il prima possibile, dopodiché si potrà guardare anche ad eventuali playoff. La certezza di questa squadra comunque si chiama Fabio Liverani, un grande tecnico, preparatissimo. Con lui alla guida sognare non è vietato”.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già redattore de Il Giornale di Puglia, Tagpress e, dal 2013, di SalentoSport.net.

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