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LECCE – Di Mariano traccia la rotta: “Serve un gruppo unito, se no non si va da nessuna parte. Col Venezia…”

Francesco Di Mariano è stato, ieri, ospite di Piazza Giallorossa, trasmissione televisiva tematica in onda su Telerama. Ecco alcuni estratti della sua intervista.

“Il lavoro che faccio nelle due fasi è tanto faticoso, ma il calcio moderno oggi è così. Farò 10 o 11 km a partita. Il mister vuole sempre tanto movimento sulle catene e ci chiede sempre di mettere delle palle velenose tra portiere e difensori. Sono molto ambizioso, ancora non ho fatto nulla. Col Lecce ho chiuso la trattativa in poco tempo, dopo che mi ha chiamato Trinchera. Ho vissuto l’aria della Serie A, c’erano 25mila spettatori ma anche ora, nonostante le limitazioni, c’è un ambiente carico. Della mia prima esperienza ricordo poco, avevo 17 anni e pensavo solo ad allenarmi. Qui ho ritrovato un ambiente e dei cambiamenti importanti, all’Acaya non ci manca nulla e la società è ambiziosa. Il gol sotto la curva col Monza? Non c’era serata migliore per farlo. In una squadra serve l’unione. Col Venezia, l’anno scorso, chi non giocava non si lamentava e si andava a tremila. Siamo stati promossi nonostante ci fossero 8-9 squadre più forti di noi. Puoi avere tanti giocatori ma serve essere uniti, se no non si va da nessuna parte. Obiettivi? Vorrei superare gli otto gol e magari andare in doppia cifra. Chi mi ha sorpreso dei miei compagni? Gendrey, non sembra un 2000. La classifica? È ancora presto per guardarla, ma mi sembra giusta. Siamo a un punto dalla Serie A e ci sta, ma questo è un campionato strano. Con l’Alessandria non meritavamo di vincere ed è andata così, con l’Ascoli meritavamo qualcosa di più, ma anche a Benevento, e non abbiamo vinto”. 

(foto: F. Di Mariano, ph. Coribello/SS)