foto: E. Di Francescoph: Coribello/SalentoSport
LECCE – Di Francesco: “Una bella giornata per tutti. Abbiamo avuto coraggio. Rigore? Graziano ci ha aiutato…”
Il Lecce contro il Torino ritrova il successo al Via del Mare (che mancava da maggio scorso, quando un gol di Ramadani abbattè proprio il Torino) e lo fa con una prestazione matura, intensa e ricca di episodi. Nel dopo-gara, Eusebio Di Francesco analizza il 2-1 con soddisfazione, ma anche con la lucidità di chi sa che la partita avrebbe potuto prendere una piega diversa.
Il tecnico parte dall’emozione di una vittoria attesa “È una bella giornata per tutti noi, anche per il pubblico. Ci ha sostenuto sempre, a cercare il gol anche dopo il 2-0. Peccato per il gol preso in ripartenza: stavamo facendo bene uscendo con una bella giocata. Banda si è allungato un pallone, ma certe situazioni si possono rimediare anche a 60 metri dalla porta. La gara era in controllo, poi è venuto il calcio di rigore, ma Falcone è stato bravissimo a neutralizzarlo”.
Uno dei volti della serata è sicuramente quello di Berisha, decisivo su entrambe le reti: “I tre centrocampisti hanno lavoratomolto bene. Abbiamo scelto una pressione col 4-2-3-1 e quando sviluppavamo, Berisha si posizionava sul centro-destra. È stato molto bravo, ma anche gli altri due centrocampisti hanno fatto una grande gara. Siamo stati padroni del campo fino al 35’. Poi Baroni ha inserito Zapata, che ha cambiato la partita: dava tempo a loro di alzarsi, prima facevano fatica perché interrompevamo il loro gioco.”
La rete di Adams, nata dalla palla persa da Banda, non cambia la filosofia di Di Francesco: “Nel secondo tempo siamo partiti bene e cercavamo il terzo gol. Peccato per la rete incassata. Abbiamo rischiato troppo? Se vogliamo che la squadra giochi, qualche rischio si deve prendere. Potevamo interrompere prima quell’azione, ma voglio una squadra con coraggio. Stare dietro con Zapata e Adams non porta buone cose. Non era una scelta arretrare. Loro hanno cambiato assetto e noi eravamo in ritardo a sinistra, troppo aperti. Abbiamo preso ripartenze su seconde palle. Capisco che negli ultimi dieci minuti ci si possa abbassare, ma è anche merito dell’avversario”.
Il concetto più importante, per il tecnico, è uno: “Martedì la prima cosa che ho detto ai ragazzi è stata: coraggio. Se abbiamo timore di fare un passaggio, non possiamo giocare questo calcio. Dobbiamo saper subire quando serve. Quando mi chiedono il cambio da sopra, dico sempre di indicarmi anche chi. È una battuta, ma capisco che i tifosi si aspettano qualcosa in più. Noi dobbiamo dare continuità senza farci intimidire”.
l successo porta serenità in vista del prossimo impegno: “Tre punti danno forza e fiducia. In altre gare avevamo giocato bene raccogliendo uno o zero punti. L’ambiente si è ricaricato con positività. Ci sono giocatori d’esperienza ed elementi alle prime armi. Io sono responsabile un po’ di tutto”. Il rigore parato e il pensiero a Graziano Fiorita: “Sul rigore ho pregato. Credo che Graziano ci abbia dato una mano da lassù: ho i brividi se ci penso. È l’unico modo che avevo per non agitarmi. È andata come è andata”.

