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SERIE C – Caos stadio e allenatore, ma la salvezza non è lontana: il Bisceglie di Alberga

Secondo derby pugliese del girone di ritorno per il Lecce di Fabio Liverani, impegnato stasera con il Bisceglie eccezionalmente guidato da Pino Alberga sul terreno di gioco del Ventura. Un campo difficile ma soprattutto caotico alla luce di quanto successo nelle scorse ore, visto che l’impianto biscegliese è stato dapprima dichiarato inadatto a garantire l’incolumità degli spettatori che avrebbero assistito al match (con conseguente ritiro dei biglietti venduti e porte chiuse) e, poco dopo, aperto ai soli tifosi locali. Tale contesto, unito al fatto che i nerrazzzurrostellati, già mina vagante del campionato, saranno guidato in panca dall’allenatore dei portieri, conferisce ulteriore incertezza a un match già delicato di suo.

Il Lecce torna a giocare a Bisceglie a ben 54 anni dall’ultima volta: 2 febbraio 1964, 2-1 per i locali. In totale i precedenti tra le due squadre sono sedici, disputati tutti in terza serie e la maggior parte dei quali a inizio anni Sessanta. Il bilancio sorride ai salentini, avanti 11 vittorie a 3 (solo 2 i pareggi, tutti a Bisceglie). Al Ventura, e precedentemente al 1970 al De Liddo, lo score si ribalta, visto che i giallorossi hanno esultato in due occasioni contro le tre avversarie. Detto della più recente vittoria casalinga dei nerazzurrostellati, per trovare il più recente successo dei Lupi a Bisceglie bisogna andare addirittura alle C 1940/41, quando un rigore di Sternieri consentì all’undici di mister Cubi di vincere nell’allora cittadina della provincia di Bari. Tornando in epoca attuale, Lecce e Bisceglie si sono già fronteggiate due volte quest’anno, prima in campionato e poi in coppa, e in entrambi i casi a prevalere sono stati, non senza difficoltà (3-1 e 2-1 al novantesimo), i giallorossi.

Partita a razzo e annunciata come sorpresa della stagione dal fascino esotico visto l’incredibile numero di stranieri in rosa, la società del vulcanico presidente Nicola Canonico si è lanciata a razzo nei primi posti della classifica. Con Nunzio Zavettieri alla guida, il Bisceglie ha infatti incanalato una serie di risultati sorprendenti e positivi che l’hanno proiettata con costanza in zona playoff, facendo addirittura sognare un cambio in quelli che erano gli obiettivi stagionali. Se infatti l’unico pensiero dell’estate nella più meridionale città della BAT è stato quello di allestire una rosa in grado di lottare per la salvezza, dopo le prestazioni dell’undici del tecnico calabrese, fatte di grande sostanza e pochi fronzoli grazie a una difesa solida e un attacco a volte spuntato ma capace di colpire quando necessario, hanno portato a sognare i tifosi.

Sostenitori nerrazzurrostellati tornati sulla terra con l’arrivo dell’inverno, e in particolare dopo la sosta. Un solo punto nelle tre gare del 2018 è uno score costato caro a Zavettieri, silurato dopo la sconfitta nello scontro diretto con la Sicula Leonzio domenica scorsa per una decisione forse un po’ affrettata e ingenerosa visto che la squadra, saldamente dodicesima, è più vicina ai playoff che ai playout. Nell’attesa del nuovo allenatore (Roselli favorito su De Luca), con il Lecce in panchina andrà il preparatore dei portieri Giuseppe Alberga, a lungo estremo del Bari anni Novanta, il quale proverà a portare avanti almeno parzialmente l’impostazione tattica del precedente tecnico.

La compagine biscegliese ha potuto godere a gennaio degli arrivi di Russo per la difesa, Prezioso (già castigatore del Lecce un anno fa con la maglia della Virtus Francavilla) a centrocampo e, in attacco, di D’Ursi e Ayina. La struttura tattica dovrebbe dunque essere ancora il 4-3-3 con terminale offensivo il lungagnone croato Jovanovic.