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BARI vs LECCE – Un derby? Molto di più…

La categoria li unisce, il dialetto divide. Il rosso li avvicina, giallo e bianco li separano. Bari-Lecce, il derby dei derby. Poche ore e i fuochi d'artificio illumineranno il San Nicola.

150 chilometri di distanza fisica, anni luce il distacco culturale. Una storia piena zeppa di rivalità: la dolcezza della crema di un pasticciotto salentino, contro la saporita focaccia barese. Un salotto barocco colorato d'arte dorata, e la fierezza dello spirito mercantile barese. Lecce si culla nel suo passato avvolto da mare, sole e vento. Bari è pratica e marinaia. Da una parte chi si gode il tramonto, dall'altra chi costruisce trulli. E poi Lino Banfi, Tito Schipa, Miccoli e Cassano. Modugno e i Negramaro.

E ancora gli immancabili sfottò sugli spalti, per una leadership regionale da sempre agognata. Due famiglie spasmodicamente legate alla propria terra: Matarrese e Semeraro. Due allenatori dall'infinita esperienza come De Canio e Mutti. E infine i capitani simbolo di Lecce e Bari: Giacomazzi e Gillet, anime affezionate, dalle illimitate presenze.

Il cuore del Tacco d'Italia inizia a sprizzare rivalità nel lontano 1929: la serie è quella cadetta, primo confronto e prima vittoria giallorossa. Ma bisogna attendere il più vicino '85 per assistere al big-match nella massima serie, termina 1-1. Il resto è storia dei giorni nostri, con il 4-0 scolpito nel cuore dei tifosi del Lecce, che resta, tuttora, la vittoria più larga in un derby e proprio nella tana dell'avversario.

L'ultima battaglia sorride invece ai galletti che, con una rete di Okaka, espugnano il Via del Mare per 1-0. Il bilancio totale recita 22 vittorie griffate Bari, 21 sono i pareggi. Venti i successi giallorossi. La Lupa ulula forte il sapore di vendetta, una salvezza in terra nemica è il sogno più grande nel cassetto leccese.