LECCE – Analizzare la Serie B 2020-2021 per migliorare
Il campionato di Serie B 2021-2022 ha ridato alla Serie A squadre come la Salernitana che mancava in massima serie da 23 anni e il Venezia, che invece non giocava nel massimo campionato italiano da 19 anni. Non ci sarà il Lecce, “beffato” proprio nelle ultime giornate dall’assalto determinato dei granata di Salerno, e poi sconfitti nei playoff dai lagunari di Venezia. Importante analizzare il campionato passato per evitare errori che sono costati una stagione intera ai salentini di Corini, ora passati alla guida di Marco Baroni.
Lecce settimo dopo il girone d’andata, punti importanti lasciati indietro
Per chi avesse seguito da vicino soltanto le ultime giornate del campionato cadetto 2020-21 l’idea potrebbe essere quella che il Lecce abbia perso la corsa alla promozione diretta a causa di un finale di campionato a dir poco “sciagurato”. Ciò può essere in parte vero visto e considerato che i salentini di Eugenio Corini erano a +1 sulla Salernitana alla 35esima giornata ad aprile, e che è praticamente successo di tutto da lì in poi nelle ultime tre giornate per la gioia di amanti ed esperti di quote, scommesse live e pronostici sul calcio.
Ma facendo un passo indietro e andando ad analizzare la situazione del girone d’andata, vediamo che il Lecce aveva chiuso la prima metà del campionato di Serie B al settimo posto a 30 punti, ben otto punti dietro l’Empoli, quattro dietro il Monza e la Salernitana, e subito dopo SPAL, Chievo e Cittadella. Mettendo quindi a confronto le prime 19 partite, il Lecce aveva conquistato due punti in meno rispetto al girone di ritorno; inoltre nella seconda metà del torneo il Lecce è risultata essere la migliore squadra per punti realizzati secondi solo ai costanti campioni dell’Empoli. Non è stato quindi il girone di ritorno il problema per i salentini, bensì quello d’andata. Difatti i punti raccolti da Coda e compagni nella seconda metà del campionato sono stati 32, che messi a confronto con i 25 conquistati dal Venezia che ha poi eliminato il Lecce ai playoff dipingono una situazione che era stata compromessa a inizio stagione.
Onore al merito agli avversari, ma il Lecce ha pagato la “falsa” partenza
Nell’analisi della stagione scorsa si devono assolutamente riconoscere anche i meriti delle avversarie: di assoluto valore il campionato condotto dalla Salernitana ad esempio, che ha sorpreso tutti inclusi i sostenitori granata, e si è andata a prendere un secondo posto tutto sommato meritato, nonostante non abbia raccolto neanche una vittoria contro Empoli, Lecce e Monza durante il campionato. Ma ciò non deve e non può rappresentare un alibi per i salentini che erano attrezzati sicuramente meglio dei campani e del Venezia.
Il Lecce aveva infatti cominciato la 119 esima edizione del campionato di Serie B con “appena” sei punti nelle prime cinque giornate, mentre allo stesso punto del torneo l’Empoli e il Cittadella erano già a 13, la Salernitana a 11 e il Venezia a 10. Erano poi arrivate quattro brillanti vittorie consecutive dalla sesta alla nona giornata, per poi ricadere in un momento buio dalla decima alla quattordicesima giornata, in cui i salentini raccoglievano tre pareggi e due sconfitte di cui una pesante per 0-3 contro il Pisa in casa.
“Cattiva” gestione di goal fatti e subiti da parte dei salentini
Un altro elemento molto interessante che salta all’occhio guardando dati e statistiche dello scorso anno è che il Lecce è stato in assoluto l’attacco più prolifico insieme all’Empoli con 68 reti messe a segno, di cui 22 da Massimo Coda capocannoniere, ma che la fase difensiva ha lasciato ampiamente a desiderare con 47 goal al passivo, che la rendono la peggiore retroguardia delle prime sei forze dello scorso campionato di B, e seconda solo al Brescia con 53 nelle prime undici. Un dato questo che deve far riflettere per una migliore distribuzione di reti e risorse, e forse anche questo ha portato il Lecce ad acquistare Alessandro Tuia, difensore di categoria e di esperienza. Il Lecce è infatti andato a segno per almeno due volte in una stessa partita per ben 20 volte lo scorso campionato, ma in queste partite “soltanto” 14 volte i salentini hanno conquistato i tre punti: infatti per sei volte il Lecce ha fatto registrare al termine dei 90’ il risultato di 2-2.
I numeri e i dati dello scorso campionato ci danno un’immagine di un Lecce dal grande potenziale, ma che si è espresso in maniera incostante alternando grandi prestazioni impreziosite da tante reti, come il 7-1 alla Reggiana o il 5-1 alla Virtus Entella arrivate una dopo l’altra, che hanno fatto da contraltare a tanti risultati negativi come la sconfitta per 3-0 a Brescia, la già citata “caduta” in casa con il Pisa, ma altresì la sconfitta interna contro l’Ascoli e il pareggio casalingo a reti inviolate contro l’Entella.
Il Lecce riparte con la certezza che se giocherà con la qualità dell’anno scorso, ma aggiungendo solo un pizzico di attenzione e magari di “furbizia” nella gestione del risultato non dovrebbe avere particolari problemi a giocarsi la promozione diretta. Il resto lo deciderà il campo e si sa in Serie B le vittorie vanno conquistate lottando fino all’ultimo minuto, come ha dimostrato la Salernitana di Castori lo scorso anno da cui il neo tecnico Baroni potrà sicuramente prendere spunto.
