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AMARCORD – Quando Sant’Oronzo sconfisse la Madonnina

Novembre di undici anni fa. Sembra passato un secolo, l’Inter non era ancora la macchina da guerra di questo lustro e vagava per l’Italia in cerca d’un identità.

Il generale inverno era alle porte e la sesta giornata del campionato di serie A 2000-01, che cadeva esattamente il 12 di quel mese, metteva di fronte ai nerazzurri il Lecce di Cavasin.

Dopo cinque giornate, i salentini nel carniere avevano depositato cinque punti raccogliendo meno di quanto seminato: senza sapere che da lì a novanta minuti, l’Italia intera, avrebbe gridato all’impresa.

L’incontro prese il via, le squadre non si risparmiarono e all’ 11’ De Santis fischiò rigore per l’Inter. Blanc sul dischetto, Chimenti neutralizzò e lì iniziò la domenica da superman del portiere natìo di Bari. Passati dieci minuti i giallorossi approfittarono dell’unico errore della retroguardia milanese. Simic rinviò male la sfera e Conticchio servì splendidamente Vugrinec che sbloccò, con un rasoterra di destro, il risultato.

Poi Alberto Malusci si fece espellere, per fallo da ultimo uomo, e fu in quel momento che Antonio Chimenti salì in cattedra. Nei restanti sessanta minuti, Vieri, Recoba e Pirlo sbatterono sui suoi guantoni e a gara ultimata la festa sotto il settore ospiti ebbe inizio: Inter-Lecce 0-1.

Ora i protagonisti di quell’indimenticabile pomeriggio – unica vittoria del Lecce a San Siro contro l’Inter – hanno intrapreso altre vie. Chimenti ha smesso col calcio e Cavasin allena la Sampdoria, una diretta concorrente per la salvezza. Ma lo spirito del Lecce non è mutato.

Tra quattro giorni contro i detentori del triplete crederci è un obbligo. Come si suol dire, "tentar non nuoce"