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SALENT SCOUT – Legari: “Mi ispiro a De Rossi per arrivare nei professionisti, ma il mio cuore è giallorosso”

Tecnica sopraffina, elegante e duttile in campo, personalità, cambio di passo e ottima propensione al gol: sembra l’identikit di un calciatorie che ha già conquistato le grandi platee, ed invece è la descrizione di Lorenzo Legari, professione centrocampista classe ’92, l’apache per via di una pettinatura che non farebbe felici molte mamme. Giocatore moderno, in grado di poter fare la differenza in mezzo al campo ma che deve maturare ancora dal punto di vista dell’intensità e della gestione di un carattere talvolta sopra le righe.

Legari, gallipolino doc, cresce a pane e pallone nelle giovanili del Lecce,di cui fa tutta la trafila per sette anni fino a diventare il capitano della primavera giallorossa. Un’esperienza importante, che mi ha dato la possibilità di lanciarmi in questa sfida col calcio e mettermi a confronto con tante realtà e persone diverse; sicuramente il mentore principale dei miei primi successi è stato mister Bray (ritrovato poi nella prima fase della stagione col Gallipoli), mi ha aiutato a sviluppare le mie capacità spiegandomi alcune dinamiche del calcio”. Nel gennaio 2011 Legari decide di mettersi in gioco, ed approda nel Maglie di Lombardo che sta dominando il campionato di Promozione: “Non è stata una parentesi particolarmente positiva; nonostante fossi un under, è molto difficile inserirsi in un complesso che vince e convince, poi il mio rapporto non certo idilliaco con mister Lombardo ha fatto il resto”.

Ma il giallorosso sembra essere nel suo destino, e per affermarsi dopo le ombre di Maglie, Legari sceglie quello della sua città, Gallipoli: “E’ un’emozione incredibile ogni volta che scendo in campo, non sento tanto la responsabilità di avere in mano le chiavi della squadra, mi piace quest’aspetto, quanto il peso di giocare con addosso la maglia del mio Gallipoli”. Un campionato importante fin qui, con ben 5 reti realizzate, ma anche tanti, troppi diverbi con arbitri ed avversari che costano qualche cartellino in eccesso. “Lo so, quando ci penso a freddo ritengo che questo sia il mio difetto principale, mi sto impegnando per migliorare in questo atteggiamento per poter poi essere pronto a fare il salto di qualità definitivo”.

Perché come ogni talento che si rispetti c’è un idolo e un sogno da voler realizzare: “Da sempre per caratteristiche di gioco e temperamentali il mio idolo è Daniele De Rossi. Il mio sogno? Risposta scontata ma sincera: poter arrivare un giorno nei professionisti”.