PERLE DAL WEB – Il Drunk Football dalla Norvegia con furore

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Il moderno gioco del calcio, così come lo conosciamo noi oggi, nasce sul finire del 1800 nel Regno Unito. Ma non è esattamente il primo ed unico gioco con la palla di quel tipo.

Già in Asia esistono evidenze storiche che attestano l’esistenza di uno sport in cui si usavano i piedi, una palla e una sorta di rudimentale porta (delimitata da due alberi oppure qualche canna di bambù, tanto diffuso in quelle zone) almeno un migliaio di anni prima di Cristo. Le tradizioni che si sono tramandate nel corso dei secoli parlano del giapponese “kemari” nato circa nel 1000 avanti Cristo, mentre per il cinese “tsu-chu” si dovrebbe andare a pescare le sue origini addirittura verso il 2600 avanti Cristo.

Può sembrare sorprendente, quanto un po’ raccapricciante, l’analogia fra il pallone da gioco che conosciamo oggi e l’antico pallone usato in Cina: in quell’epoca remota era già stato adottato la palla di cuoio, in quel caso realizzata con una vescica animale gonfiata oppure riempita da capelli di donna (effettivamente la parola “chu” indica proprio un pallone di pelle).

Il tsu-chu cinese era così preso in considerazione anche per le sue ottime qualità di allenamento, che nel 500 prima di Cristo faceva parte dello schema di addestramento militare per il miglioramento dell’efficienza fisica dei soldati.

La versione del calcio attuale nacque ufficialmente in Inghilterra nel 1863, in concomitanza con la nascita della Football Association. Nei primi tempi, visto la forte influenza della tradizione del gioco del rugby del mondo anglosassone, non si ebbe una nettissima differenziazione fra i due sport (in special modo sull’uso che si poteva fare delle mani).

Un’altra tappa fondamentale della moderna organizzazione del calcio professionistico ebbe luogo nel 1897, anno in cui fu costituita a Londra la prima associazione di calciatori professionisti britannici. Successivamente divenne, poi, la potente Professional Footballer’s Association.

Bisognerà aspettare il 1904 per veder nascere a Parigi la FIFA (Federation Internazionale de Football Association), la più importante lega calcistica internazionale nata dall’unione di sette diverse associazioni nazionali (Francia, Svizzera, Olanda, Belgio, Danimarca, Spagna e Svezia).

Attualmente la FIFA è l’unico ente regolatore dotato del potere di modificare il regolamento di gioco.

Di pari passo con l’evoluzione delle regole del gioco del calcio, così come degli interessi economici ingenti dietro questo universo, aumenta la sensibilità nei confronti del contrasto agli atteggiamenti scorretti che inficiano l’immagine di questo sport. Sempre più rigidi sono i controlli antidoping per assicurare la leale competizione, mentre si portano avanti anche importanti campagne di comunicazione contro la discriminazione razziale, a favore del fair play e del buon esempio di vita che possono fornire i moderni giocatori mediaticamente seguitissimi (anche se non è sempre così, come l’irriverenza dimostrata da Nicklas Bendiner con la sua guida in stato di ebbrezza o i tanti eccessi dell’indimenticato Paul Gascoigne).

Ma si può veramente dire che al peggio non c’è mai fine! Infatti nel 2016 scatta la discutibile moda del “Drunk Football”, a quanto pare proveniente dalla Norvegia.

In buona sostanza si tratta di giocare a calcio solo dopo aver alzato il gomito, e nemmeno poco visto che la perversa regola (ovviamente senza alcun carattere di ufficialità nel mondo dello sport) impone di avere un tasso di alcolemia pari ad almeno 1 grammo per litro. Proprio questa insana “caratteristica” è fondamentale per aggiudicarsi la vittoria, poiché ogni gol viene convalidato dall’arbitro solo se la sua verifica con l’etilometro conferma tale livello. Chi fosse troppo sobrio in campo deve correre a farsi un richiamino.

Visto in video il tutto fa fare grasse risate ma, pur avendo a disposizione un vasto assortimento di rimedi post sbornia, non è affatto il caso di sottovalutare gli effetti negativi dell’alcol sulla salute. Ancora di più se a farlo saranno calciatori ancora minorenni.

Redazione SALENTOSPORT
Nata il 23 agosto 2010. Vincitrice del premio Campione 2015 come miglior articolo sportivo, realizzato da Lorenzo Falangone. Eletta "miglior testata giornalistica sportiva salentina" nelle edizioni 2017 e 2018 del "Gran Premio Giovanissimi del Salento". Presente al "FiGiLo" (Festival del Giornalismo Locale) nell'edizione 2018.
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