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MONDIALI – Croazia, grazie di tutto. Deschamps riporta la Francia sul tetto del mondo

E anche questa volta, come spesso accaduto nella storia del Mondiali se non proprio nel calcio in toto, difesa e contropiede hanno vinto su gioco offensivo e possesso palla. Si potrebbe riassumere così Francia-Croazia, inaspettata finale di Russia 2018 che ha visto prevalere i francesi con un pirotecnico 4-2 che rispecchia probabilmente i valori delle squadre nonché il pronostico, meno la mole di gioco creata nell’atto conclusivo del Luzhniki così come quanto visto nel corso della rassegna.

Ha trionfato l’organizzazione di una Francia resa tatticamente perfetta dal suo vero top player un Didier Deschamps (Campione del Mondo 20 anni dopo la vittoria casalinga da calciatore e capitano), il quale ha rinunciato di fatto a “fare calcio” inteso come costruire una manovra da big con il pallino di gioco sempre in mano (le bruttissime prove con Australia, Perù e Danimarca nonché le appena due occasioni create su azioni di gioco con Uruguay e Belgio ne sono la prova) in nome di una fase difensiva curata nel dettaglio per poi puntare tutto su calci da fermo e soprattutto contropiede, grazie ai fenomeni Griezmann e in primis Mbappé. La Croazia, dal canto suo, ha fatto sognare un’intera nazione, se non tutto il mondo, spinta dal maestro d’orchestra Modric e dai lottatori al suo servizio. Alla fine, però la fragile difesa di Dalic, per distacco la più scarsa mai vista in una finale iridata, si è sciolta prendendo gol praticamente in ognuno dei pochissimi attacchi della gara dei transalpini.

E dire che l’avvio di gara aveva fatto sognare i tifosi croati, che avevano potuto ammirare una nazionale capace di mettere sotto la forte Francia, annichilita dall’aggressivo avvio biancorosso. Almeno fino al diciottesimo quando, alla prima timidissima sortita offensiva transalpina, ecco Mandzukic diventare eroe al contrario ed deviare di testa la punizione di Griezmann alle spalle del proprio portiere. La reazione d’orgoglio di una Croazia in svantaggio pur senza aver subito alcun tiro in porta è veemente, Perisic e compagni bombardano la porta di Lloris e alla mezz’ora proprio l’ala interista sgancia un missile dal limite che riequilibra il risultato. Nemmeno il tempo di esultare che lo stesso 4 croato si produce in una goffa deviazione di mano su azione di corner per la Francia, causando il rigore che, realizzato da Griezmann, manda Giroud e compagni negli spogliatoi sopra 2-1 pur senza essere mai entrati nell’area avversaria. Nella ripresa i ragazzi di Dalic provano a insistere con il loro gioco spumeggiante, ma a salire in cattedra è la pessima difesa che offre a Pogba e Mbappé la possibilità di un semplicissimo uno-due in ripartenza che porta di fatto la coppa a Parigi. La rete di Mandzukic su topica di Lloris (l’ennesima di un mondiale da non far vedere nelle scuole calcio per portieri) serve solo per gli almanacchi. La Francia è campione del mondo.

Le pagelle della finale:

Croazia: Subasic 4, Vrsaljiko 5,5, Lovren 5, Vida 5, Strinic 5, Modric 6,5, Brozovic 5,5, Rakitic 6, Rebic, 5,5, Mandzukic 6, Perisic 6,5, Kramaric 5,5 Pjaca 5,5 All. Dalic 6

Francia: Lloris 6, Pavard 6, Varane 6,5, Umtiti 6, Hernandez 6, Pogba 7,5, Kanté 6, Mbappé 7,5 Griezmann 7,5, Matuidi 6,5 Giroud 6 N’zonzi 6,5 Tolisso 6 Fekir sv All. Deschamps 8

Infine, per quanto riguarda la finalina, trionfo del Belgio per 2-0 sull’Inghilterra con reti di Meunier e Hazard. Per i diavoli rossi è il miglior risultato di sempre, ma resta il rammarico per le occasioni sprecate con la Francia che avrebbero molto probabilmente issato l’undici di Martinez sul tetto del mondo.