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IL CORSIVO – Verso la salvezza… con queste facce qui

“Le carte sono date e tu hai in mano quel che hai…”. È finita un’altra estenuante sessione di calciomercato e il ds giallorosso Carlo Osti non si può dire sia rimasto con le mani in mano. Certo, non avrà spuntato tutte le caselle che si era prefissato, ma la campagna d’inverno, almeno sulla carta, ha portato in maglia giallorossa qualche faccia interessante.

C’è la faccina glamour di David Speziale, su cui Osti ha azzardato la sua scommessa personale nell’ambito dell’affare che ha portato in maglia rossonera Djamel Mesbah. Unica postilla: i tifosi lo vedranno all’opera solo quando saranno con mojito e infradito.

C’è la faccia pulita di Leonardo Miglionico, emarginato a Livorno, in serie B, ma già grande protagonista contro i già Campioni d’Europa, qualche giorno fa.

C’è la faccia di uno che la sa lunga, come quella di Manuele Blasi, sceso a Lecce, da Parma, per espressa volontà di Sir Serse. Della sua esperienza, i salentini ne avranno bisogno come un Caffè Borghetti in questi giorni della Merla.

C’è la faccina delicata di Haris Seferovic, sballottato dalla Svizzera romanda al Tacco d’Italia, via Firenze. Inevitabile pensare che sul passaggio dell’elvetico/bosniaco ci sia lo zampino dell’Omone di Vernole, che – da par suo – si è accaparrato Ruben Olivera, negli ultimi tempi ormai demotivato e lontano parente del suo omonimo visto lottare durante la scorsa stagione.

C’è il ghigno fiero e simpatico di Gennaro Delvecchio, uno che ha girato tutti i campi polverosi d’Italia e che sa cosa significa sofferenza. Uno che, quando c’è da mettere la gamba, ce ne mette due per sicurezza. L’ex doriano di Barletta si trova davanti alla sua ennesima Disfida personale: contribuire alla salvezza del Lecce, allo stesso modo e con la stessa grinta messa in campo nel 2005/06, anche se, in quell’occasione, non bastò a evitare la discesa dei giallorossi nel Purgatorio cadetto.

E ci sono poi due facce da sbarbatelli. Quella di Valeri e di Luca. Bojinov torna a casa dopo un tour settennale che l’ha portato a esibirsi (steccando) su diversi palcoscenici italiani ed europei. E lo fa proprio negli ultimi istanti di mercato, allo scoccare del gong. Proprio come in quel concitato pomeriggio del 31 gennaio 2005, quando fu prima tolto dal mercato e poi impacchettato verso l’Arno. nel tempo di un espresso Lecce-Foggia.

Tutto da scoprire, invece, il vice del vice-Mesbah, Luca Di Matteo, che ha dalla sua solo una buona annata in quel di Vicenza (20110/11) e poco altro.

Si congedano, oltre a Mesbah e Olivera, anche Strasser, Ferrario, Bergougnoux e Pasquato. Contrariamente a quanto si credeva, restano nella terra del pasticciotto Piatti, Corvia e, soprattutto, Diamoutene. Il maliano, al centro delle polemiche (ormai trite e ritrite) provenienti da una fetta minoritaria della tifoseria, potrà dimostrare sul campo che la sua testardaggine e la sua voglia di tenersi stretta quella maglia, è stata la scelta giusta. E chissà che, insieme a Carrozzieri, non sia davvero quel rinforzo che si cercava nel cuore della retrovia giallorossa.

Ma il tempo stringe e stasera si scende in campo al Palaghiaccio del Friuli. Con queste facce qui il Lecce riparte verso la Cima Coppi che solo un mese fa era lontana e nascosta dietro una serie infinita di tornanti.