IL CORSIVO – Cuore che batte, ma nessuno lo sente: c’era una volta il Salento 12
Nella giornata in cui le concorrenti per la salvezza, Parma, Cesena e Novara, vengono abbattute dalle goleade di Inter, Udinese e Fiorentina, il Lecce esce senza punti, ma con dignità da un testacoda molto meno vertiginoso del previsto.
UN LECCE TOSTO, MA SENZA LEADER E GOL – In un Via del Mare bianconero, la Juventus vince sì, ma per 1-0 – decide l’errore di Benassi -, costretta a chiudere il match con cinque difensori davanti a un Lecce coi muscoli, ma spuntato e abbandonato (in una partita che conta molto di più per il morale che per la classifica) da un Di Michele svogliato e un po’ rassegnato.
Questa volta i segnali positivi arrivano a sorpresa da difesa e centrocampo, reparti puntellati dalle prestazioni di Obodo, Oddo ed Esposito, nonostante la rinuncia forzata a Carrozzieri e l’infortunio lampo di Strasser (campionato probabilmente già finito, Blasi il sostituto?). A mancare invece è il gol, sempre presente dal cambio di panchina in poi e non pervenuto soprattutto per l’errore di Pasquato a sette minuti dalla fine. Un’assenza che pesa, ne è consapevole lo stesso Cosmi, perché “non era la solita Juve e dovevamo fare in modo di pareggiare”.
TUTTO ESAURITO E CARO BIGLIETTI – Al di là dei novanta minuti che hanno raccontato di un’ennesima impresa mancata e di una maglia comunque onorata, Lecce-Juventus è stata anche il tutto esaurito del Via del Mare, uno stadio che non si vedeva così pieno ed entusiasta da tempo, a dispetto dei malumori tanto forti quanto ingiustificati per il caro biglietti.
Erano infatti necessari 30 euro per assicurarsi un biglietto in curva Nord (5 euro in più invece per un posto in curva Sud o tribuna est). È vero, prezzi non proprio popolari, più cari addirittura di Napoli-Bayern Monaco – Champions League – vista nello stesso settore.
Purtroppo, però, in molti, anche politici a caccia di facile demagogia, hanno dimenticato in maniera un po’ troppo sbrigativa che comprare il biglietto per Lecce-Juve avrebbe comportato anche l’ingresso a 5 euro nello stesso settore per Lecce-Chievo, prossima gara casalinga in programma il 22 gennaio.
Un impegno sicuramente più delicato per le sorti della classifica del Lecce, ma meno attraente per quegli improvvisati tifosi giallorossi che sperano ogni anno nella salvezza solo per poter rivedere nella stagione successiva le tre partite di cartello contro Milan, Inter e Juventus, anche sotto la pioggia e il vento incessante.
I numeri, come sempre, sgonfiano ogni polemica: fatti due conti, due gare di Serie A a 35 euro rappresentano una soluzione conveniente, ma sempre più cara dei 10 euro e rotti a partita, che si potevano spendere in agosto sottoscrivendo l’abbonamento.
SALENTO 12 E IL 2012 – Lo spettacolo è sempre lo stesso e ne abbiamo parlato a settembre in occasione della chiusura del calciomercato estivo: intorno a questo Lecce limitato, ma volenteroso, mancano fede, fiducia e fedeltà che in anni non tanto lontani hanno accompagnato la squadra a salvezze tranquille e a tratti esaltanti.
Comprendiamo il disincanto post-autogestione, ma Lecce-Juventus è stata giocata, come ha ammesso Cosmi, in “una situazione ambientale difficile”, un po’ anomala per un pubblico che dovrebbe volere con forza la permanenza in Serie A.
C’era una volta, insomma, il famoso Salento 12, osannato più del dovuto, ma comunque sempre presente. Ieri, invece, il dodicesimo uomo in campo pare essere rimasto il solo Serse Cosmi, orgogliosamente ostinato a credere in una salvezza di fatto possibile con un girone e due partite ancora da giocare e un mercato che sta per entrare nel vivo.
In questa solitudine, lentamente, partita dopo partita, rischia di sfarinarsi ogni residuo di speranza, con possibili contraccolpi nell’immediato sul resto del campionato in Serie A e nel medio periodo su una storia fin qui ricca di soddisfazioni.
Per raddrizzare il 2012, anche a livello societario, solo qualche acquisto, sempre nel recinto dell’autogestione, potrà invertire la tendenza e togliere pretesti alla sfiducia e alla diffidenza dando più sostanza alla rosa.
Sarà poi il campo a dire il resto. A partire da Lecce-Chievo e poi passando anche per Lecce-Inter.
