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IL CORSIVO – Quelli che… aspettano Fabrizio Miccoli

“Ma mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?”. Era questo il dubbio che assaliva Nanni Moretti in “Ecce bombo”, incerto se andare, o meno, ad una festa. Ed è forse lo stesso amletico ed ipotetico dubbio che sarà risuonato nella simpatica capoccia di Fabrizio Miccoli nella settimana in cui si festeggiano i 104 anni di storia dell’Us Lecce. Qualcosa del tipo: “Mi si nota di più se scendo in campo e non tocco palla oppure se in campo non ci vado proprio?”.

Comunque, dubbio risolto. Miccoli salta Lecce-Palermo. Notizia che ha scatenato la fiera della dietrologia psico-introspettiva per provare a capire se il giallo rimediato dal salentino contro la Roma sia stato premeditato o meno. E se c’era dolo. O concorso di colpa. Pare siano sopraggiunti sul posto i periti della Procura di Palermo per analizzare il rischio di inquinamento delle prove e di pericolo di fuga. In arrivo anche i Ris che eseguiranno il test del Luminol. Vespa, in un batter d’occhio, ha trasformato il plastico della villa di Avetrana in quello dello stadio “Barbera” da sfoggiare pomposamente a “Porta a porta”. “Quarto grado” ha raggiunto in esclusiva la mamma dell’arbitro di Palermo-Roma, rintracciata al mercato di Livorno mentre sceglieva il merluzzino per il marito.

Miccoli, cuore salentino e orgoglio rosanero (o viceversa), non è uno che si tiene il classico “ciciaru ‘mmucca”. Non è uno da mezze misure. E qualche ex dirigente bianconero, ex ferroviere, in passato lo ha potuto sperimentare sulla sua pelle. Ha detto che, da buon professionista, non pensava alla partita successiva ma a quella che stava giocando. E fino a prova contraria va creduto. Come va ricordato che lo stesso omino dalle sopracciglia zebrate ha sempre giocato malvolentieri contro la squadra del suo cuore. Si godrà magari una domenica di riposo a casa sua, vedendo la partita in tv con frittatona di cipolle e birra ghiacciata al seguito.Tenendosi lontano dal “Via del Mare” per soffrire di meno. Oppure seguirà i compagni allo stadio mimetizzandosi in tribuna con cappello e barba finta. Chissà.

“La mia carriera si chiuderà a Lecce o a Palermo” – ha dichiarato in mille salse diverse a mille microfoni diversi il campioncino di San Donato. Più volte, in passato, i tifosi giallorossi hanno sperato, puntualmente invano, di vedere il loro idolo sgambettare all’ombra del filobus (Ah, è partito? Alla buon’ora!). Le tante attese si sono poi rivelate altrettante, puntuali, delusioni. Tanto lo scoramento e il pessimismo che, ormai, l’argomento “Miccoli in giallorosso” provoca solo irritazioni e rigetto. Nessuno sembra più crederci, nonostante la voglia di vederlo esultare con la maglia giallorossa addosso sia effettivamente un sogno nel cassetto di tanti. Ma, alla fine, Lecce rimane pur sempre la “città d’arte” che “se nde futte de ci rria e de ci parte”. O no?