IL CORSIVO – E al settimo giorno… si risvegliò
Al contrario del Creatore del cielo e della terra, che – si narra – sfinito, approfittò del settimo giorno per riposarsi, il Lecce di Lerda, invece, si è risvegliato alla settima giornata, raggranellando i primi tre punti della stagione. Gaudeamus, igitur! Certo, dopo il nulla dei primi cinque turni e il brodino di domenica scorsa col Barletta, i tre punti colti in terra di Campania giungono lieti come un temporale in una giornata d’afa.
Di buono, oltre alla vittoria, c’è stato un atteggiamento diverso. La capacità di soffrire, di costruire gioco, di lottare pallone su pallone (mancate per buona parte di quest’avvio di stagione) sono state le armi in più che hanno permesso ai giallorossi di uscire col sorriso dal “Marcello Torre” di Pagani. Non è però che, di colpo, si siano risolti tutti i problemi fatti registrare sinora, sia in campo che fuori. Il Lecce annaspa ancora oggi nelle zone più putride della classifica e ha bisogno di infilare un bel filotto di vittorie per annullare il gap accumulato a settembre. Sempre se vuole puntare alla promozione, diretta o indiretta.
C’è bisogno, però, di serenità sia in campo, che negli spogliatoi, sia sulle panchine, che dietro le scrivanie. Serve un po’ di equilibrio nei giudizi, anche da parte dei tifosi, giustamente sovraeccitati all’arrivo di Moriero, giustamente delusi dalla striscia di risultati conseguiti sotto la sua guida. Stesso discorso, peraltro, che si potrebbe applicare, per affinità, all’avvento dei Tesoro: entusiasmo a mille in breve trasformato in pessimismo cosmico nel volgere di qualche mese.
L’insuccesso dell’anno scorso pesa come un macigno sulla gestione della famiglia degli imprenditori di Spinazzola. Ma la stagione agonistica in corso è ancora troppo acerba per esporsi a giudizi definitivi. Certo, c’è molto da cambiare. C’è una marcia più bassa da innestare per rilanciare i giri del motore e ripartire di slancio. C’è da mettere una o più pezze su qualche probabile errore di valutazione commesso in fase di costruzione della squadra. Ma, ad oggi, non si è ancora conosciuto colui che, in vita sua, non ne abbia mai commesso uno, compreso quello di non aver mai usato la brillantina Linetti.
Barra ferma e mente serena: solo così, forse, si potrà uscire da questo pantano che, ad oggi, ha trasformato il Lecce in una squadretta da bassifondi di classifica di Serie C.
