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PAGELLE AZZURRE – Italia di ferro, da Buffon a bomber Pellè. Eder manda in bambola i “vip” spagnoli

Le pagelle di Italia-Spagna

ITALIA

Buffon 8 – Un voto gonfiato dall’importanza dell’incontro e dal fatto di aver fatto un’unica vera parata da campione in un momento decisivo del match. Il guizzo da ventenne per evitare il pari di Piqué vale una qualificazione strameritata da un’Italia bella e poco in sofferenza, tanto da consentire al suo numero 1 di doversi superare, dome detto, solo una volta. Il resto del suo match è comunque da grande portiere, poiché non commette sbavature e si fa trovare pronto sulle uscite e nelle altre tre occasioni spagnole, sebbene quasi sempre centrali

Barzagli 6,5 – Il meno perfetto della retroguardia azzurra, il che esplica chiaramente lo spessore della prova di Buffon e compagni. Nel primo tempo spadroneggia in lungo e in largo, annichilendo un Nolito innocuo come un moscerino. Nella ripresa soffre e resiste come e con i compagni, ma una sua evitabile e goffa spizzata di testa libera al tiro Piqué nella più nitidica palla-gol della gara degli iberici. Deve una birra a super-Gigi

Bonucci 7 – Torna in formato-super come nella prima con il Belgio. Rispetto a quel match non imposta mai, anche perché Morata lo conosce e lo pressa, ma in compenso azzera l’insidia rappresentata dall’ex compagno e manca la perfezione in marcatura solo per qualche sofferenza in seguito all’ingresso di Aduriz. Da standing ovation una cavalcata stile-Lucio dopo aver saltato mezza squadra avversaria

Chiellini 8 – Il migliore in campo. Non solo per il gol alla Pippo Inzaghi che regala una grossa fetta di qualificazione ai suoi, ma soprattutto per una prestazione difensiva praticamente perfetta. Silva è cliente temibile ma per toccare la palla deve cambiare regione rispetto a quella d’origine, e Vazquez è annullato sin dal momento del suo ingresso in campo. Insuperabile sulle palle alte

Florenzi 6,5 – Prende il posto dell’infortunato concittadino Candreva e lo sostituisce degnamente, pur palesando un coefficiente di pericolosità offensiva nettamente inferiore. Recupera tanti palloni, ne gioca altrettanti ma, cercatissimo dai compagni soprattutto nei primi quaranta minuti, manca spesso l’appuntamento con la giocata decisiva. Dopo aver retto bene in difesa e corso per oltre dieci chilometri esce fuori dal match e, stremato, viene sostiuito

Parolo 7 – Motorino inarrestabile e diga fondamentale nel settore di centrodestra, il laziale si piazza su Iniesta e gli fa toccare pochissimi palloni, almeno nella sua zona di competenza. In avanti si fa vedere soprattutto all’inizio della partita, sfiorando il vantaggio di testa, e in oltre novanta minuti non perde un pallone, nonostante non sia certo il più tecnico dei suoi. Fondamentale in mezzo al campo

De Rossi 6,5 – Non si vede troppo, ma si sente eccome. Nella zona nevralgica la Spagna gioca poco e male, e questo soprattutto per merito degli Azzurri. Non è al top della forma e sia Parolo sia Giaccherini corrono anche per lui, che è protagonista di una regia essenziale ma accorta, con tutti i palloni giocati in maniera semplice ma efficace. Fuori ad inizio ripresa perché apparso in difficoltà dal punto di vista atletico

Giaccherini 7 – Tanta corsa e generosità al servizio dei compagni, oltre ad improvvisarsi interdittore si fa vedere spesso in zona gol. Sullo 0-0 colpisce il palo con una bella girata, anche se l’azione era stata viziata da un suo gioco pericoloso (visto solo dall’incerto arbitro Cakir), ed in generale gli manca solo il colpo decisivo (anche per la bravura di De Gea) per lasciare il segno. Protagonista soprattutto di tanto lavoro sporco in pressing e copertura, con buoni risultati

De Sciglio 7,5 – La vera sorpresa della fase difensiva. Non che la sua corsa e le sue qualità fossero in discussione, ma dimostra una personalità al cospetto di avversari più titolati che negli ultimi tempi sembrava non appartenergli. Puntuale anche nelle sortite offensive, in cui riesce sempre a mettere in difficoltà la difesa di Del Bosque

Eder 7,5 – La Spagna mette in campo i nomi da “vip” di Piqué e Sergio Ramos, ma l’italo-brasiliano non si fa intimorire e mette in campo una voglia e un’umiltà che gli consentono di sfruttare al 100% le sue qualità e di uccellare spesso e volentieri gli spocchiosi avversari. Nel primo tempo umilia in velocità il centrale del Real Madrid e, su punizione, propizia il gol di Chiellini, mentre nella ripresa corre e pressa su ogni pallone, dimostrando grandissimo spirito di sacrificio per il bene della squadra. Peccato per il gol fallito a tu per tu con De Gea che lo avrebbe reso il man of the match

Pellè 7,5 – Il colosso leccese conquista il monopolio delle palle alte da subito, lasciando le briciole agli avversari solo nel finale, quando stremato dal lavoro di ripiegamento non prova nemmeno più a saltare. Duetta con Eder che è una bellezza, sfiora il gol di testa e conquista la punizione dell’1-0. Nel recupero, come con il Belgio, il facile gol del raddoppio: la ciliegina sulla torta dopo una gara fantastica

Thiago Motta 6,5 – Entra per De Rossi e svolge bene il proprio lavoro, gestendo benissimo pressoché tutti i palloni e dando il “la” al perfetto contropiede Pellè-Eder conclusosi con l’ennesima super-parata di De Gea. Rischia di compromettere tutto con una manata a Vazquez, ma la sua prova complessiva è più che sufficiente

Insigne 6,5 – Un paio di ottimi spunti, una buona occasione da rete e, soprattutto, il cambio campo straordinario che porta al gol di Pellè

Darmian 6,5 – Pochi minuti per aiutare la difesa a sigillare la vittoria e servire a Pellè l’assist del 2-0

All. Conte 8 – Orchestra la sua Italia in maniera perfetta, ponendo la parola fine all’epopea della Spagna e del suo, oggi sterile, tiqui taca. Gli azzurri la mettono sull’intensità della manovra e sulla sinergia in fase difensiva, oggi praticamente perfette, e dominano i temibili iberici conquistando una vittoria meritata. La grinta del suo undici è tutto nella sua esultanza da condottiero vero dopo il bis del conterraneo Pellè arrivato al termine di una ripresa sofferta, ma non poteva essere altrimenti. L’Italia ha capito che la compattezza di squadra è tutto, e soprattutto che la squadra intrapresa è quella giusta

SPAGNA

De Gea 8 Juanfran 5 Piquè 4 Sergio Ramos 4 Jordi Alba 5 Fabregas 5 Busquets 4,5 Iniesta 6 Silva 5 Morata 4,5 Nolito 4 Aduriz 6 Vazquez 5,5 Pedro sv All. Del Bosque 4,5