PAGELLE AZZURRE – Eder spacca la partita. Difesa imprecisa ma di ferro, mediana mediocre

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Foto: L'esultanza di Eder (@tuttosport.com)

Le pagelle di Italia-Svezia

ITALIA

Buffon 6 – Per non dire senza voto. Se con il Belgio la stella della Nazionale sie era più che guadagnato la pagnotta con un paio di buoni interventi, stavolta non è chiamato praticamente mai in causa. La sua gara è tutta in una grande parata a gioco fermo ed in un paio di uscite alte puntuali. Meglio così

Barzagli 5,5 – Troppi troppi troppi palloni persi, segno che impostare soprattutto se pressato non è proprio il suo mestiere. In difficoltà sulle palle alte così, i maggiori grattacapi glieli causa l’insidiosissimo Forsberg, su cui è costantemente in affanno. Si tiene a galla con le unghie e con l’aiuto dei compagni

Bonucci 6 – Che fine ha fatto Beckenabuer? E’ logico che a quattro giorni dalla strepitosa prova con il Belgio, stavolta la modesta prova del centrale juventino faccia storcere il naso a qualcuno. Decine di palloni calciati nel vuoto, tante palle alte perse con Guidetti e Ibrahimovic ma anche la bravura di mantenere unita la retroguardia e di non crollare sotto i colpi della poco tecnica ma intensa manovra offensiva svedese

Chiellini 6 – Palla al piede partecipa da protagonista al festival delle palle perse di Casa Italia, ma questa non è certo una novità. In compenso tiene benissimo sia su Ibra che su Larsson ed è il migliore sulle palle alte. Sufficienza meritata anche per il fallo laterale che da il “la” al gol

Candreva 6 – Questo Italia-Svezia, oltre a rappresentare una delle gare più brutte della rassegna fino ad oggi, si iscrive di diritto alla sagra della bassa qualità, e l’esterno laziale si adegua di buon grado. Pochissimi dribbling, un solo tiro (nel finale, quando fallisce il raddoppio) e troppi assist mancati, ma resta comunque un fulcro del gioco offensivo e tiene in continua apprensione Olsson. Da applausi invece l’applicazione in fase difensiva

Parolo 6 – Prestazione tra alti e bassi per la mezzala lombarda, tanto preziosa in fase di interdizione quanto sprecona quando c’è da accelerare o da inserirsi e pungere il muro giallo degli ospiti. L’intesa con il compagno di club Candreva è ai minimi storici, e la manovra azzurra ne soffre non poco. In compenso ha il merito di essere il più pericoloso del match prima del gol di Eder, quando è sfortunato nel cogliere la traversa di testa dopo una sortita in area delle sue

De Rossi 5,5 – Capitan Futuro è stavolta decisamente sottotono, stretto nella morsa inearrestabile dell’ex cagliaritano Ekdal. Si limita al passaggino inutile e, pur sbattendosi senza mai fermarsi, non riesce a lasciare il suo zampino. Non riesce ad entrare in gara come vorrebbe e nel finale lascia il posto a Thiago Motta

Giaccherini 6 – Corre tantissimo, ma troppo spesso a vuoto. Somiglia troppo a quello spaesato della prima mezz’ora con il Belgio e troppo poco al folletto inarrestabile dell’ora successiva. Il lato positivo dei pochi palloni toccati sono i consequenzialmente pochi errori commessi, e guadagna la sufficienza con l’assist perfetto che porta alla traversa di Parolo

Florenzi 6 – Toglie un po’ di responsabilità offensive a Candreva, ma i risultati sono gli stessi del concittadino. Tanti palloni toccati, tanta corsa e diversi tentativi mai, però, veramente incisivi. Può fare di più, ma oggi non è facile perforare la Svezia dalle fasce e Conte opta per sostituirlo

Eder 6,5 – Come per il resto dei protagonisti offensivi dell’Italia odierna, la sua prova è incolore, stretto tra le possenti maglie dei vichinghi svedesi, rispetto ai quali paga quasi trenta centimetri. Si muove e abbozza spesso un timido pressing, ma è davvero poca cosa ed in coppia con Pellè rende facilissimo il pomeriggio di Granqvist e colleghi. All’improvviso, un lampo a Tolosa: riceve la sponda di Zaza ed inventa una magia da brasiliano che regala tre punti e ottavi di finale ai suoi

Pellè 5 – Da uno dei migliori al peggiore dei suoi in poche ore. La forma non è quella dei giorni migliori è lì davanti è abbandonato a sé stesso, costretto a fare a sportellate completamente solo al cospetto di colossi che non lasciano una palla alta. Giustificato sì, ma solo in parte, perché l’aver giocato male ogni pallone sfiorato non rende onore alle sue qualità

Zaza 6 – Il suo ingresso al posto di Pellè non cambia certo la partita, anzi fatica come il collega al cospetto dei giganteschi avversari. Ha però il merito decisivo della sponda che spalanca a Eder le porte del gol-vittoria

Thiago Motta 6 – Circa venti minuti non da protagonista assoluto, ma comunque meglio rispetto a quanto fatto da De Rossi. Nel finale offre a Candreva la palla del bis, purtroppo sprecata

Sturaro sv

All. Conte 6,5 – Tra i migliori in campo, e non potrebbe essere altrimenti. La sua Italia non è bella, non è spumeggiante, ma riesce a raccogliere quel che semina sapendo soffrire, senza strafare e senza avventurarsi in tentativi di gioco che non le competono, qualità alla mano, almeno per ora. Insomma, gli azzurri si sono calati nella loro dimensione. Modestamente, ma siamo agli ottavi.

SVEZIA

Isaksson 6, Lindelof 6, Johansson 5,5, Granqvist 6,5, Olsson 6, Larsson 5,5, Ekdal 6, Kallstrom 6, Forsberg 6,5, Guidetti 5,5, Ibrahimovic 5, Lewicki sv, Durmaz sv, Berg sv. All. Hamren 6.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

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