EURO 2016 – Day #21: la Polonia è tutta in due minuti, Ronaldo non vince mai ma passa sempre
Il Portogallo di Cristiano Ronaldo è la prima semifinalista di Euro 2016. E’ questo il responso del primo atto dei quarti di finale, che hanno avuto il via ieri con la sfida tra i lusitani e la Polonia, una tra le squadre più compatte ammirate fino ad oggi nella rassegna continentale. La gara non è di quelle che passeranno alla storia, e se qualcuno nell’ultima calda sera dello scorso giugno avesse cercato in tv qualcosa che lo aiutasse a rilassarsi e dormire Rai 1 sarebbe stato il canale giusto per lui, ma ha comunque regalato spunti interessanti e, soprattutto, una considerazione fondamentale: chi vorrà vincere l’Europeo se la dovrà vedere anche con l’undici di Fernando Santos, che solo dieci giorni fa rischiava di lasciare tutto anticipatamente contro la modesta Ungheria.
Eppure gli eventi che hanno caratterizzato la prima fase della serata marsigliese sembravano sorridere solo alla Polonia. Dopo nemmeno due minuti di gioco, infatti, Grosicki approfittava della cappellata di Cedric (un’uscita a vuoto così dopo novanta secondi non la si vede nemmeno nel derby Cocumola-Specchia Gallone) e serviva a Lewandowski la palla del vantaggio. Il gol-lampo del bomber del Bayern Monaco col passare dei minuti è apparso però più come un segno di fumosa precocità che come dimostrazione di forza, e la formazione polacca si è andata sgonfiando lasciando spazio alla prepotente avanzata portoghese. Prepotente per modo dire, perché poi di tiri in porta Fabianski non ne ha dovuti disinnescare troppi, ma uno e fatto bene, quello del trecciatissimo Renato Sanches, ha permesso ai suoi di agguantare la parità. Tanto per cambiare, il Portogallo ha concluso i novanta minuti in parità (siamo a 5 su 5) e, dopo che l’intermittente luminosità di CR7 si è accontentata della sua ennesima scorpacciata di gol divorati, sono stati i rigori a decretare il nome dei vincitori. Lusitani tutti in gol, polacchi quasi (bravo Rui Patricio su Blaszczykowksi) e Ronaldo in semifinale senza sforzarsi troppo. A saperlo prima che funzionava così, il suo rivale con il diez biancoceleste dall’altra parte dell’Atlantico si sarebbe risparmiato qualche 4-0 ed avrebbe puntato sui pareggi. Cercando, magari, di aggiustare la mira dal dischetto.
