EURO 2016 – Day #18: impresa Italia, Spagna incornata. E l’Islanda dà continuità al Brexit

islanda uefa.com

Foto: I festeggiamenti degli islandesi (@uefa.com)

Come ogni grande manifestazione che si rispetti, anche Euro 2016 opta per tenersi il meglio per l’ultimo, almeno per quanto riguarda gli ottavi di finale. E’ infatti il terzo giorno di gare, quello decisivo per completare il tabellone dei quarti, a regalare le maggiori emozioni, tenendo incollati milioni di spettatori nel mondo davanti alla tv per assistere alle imprese di Italia e Islanda, paesi opposti in tutto ma capaci di guadagnarsi con merito il passaggio del turno a scapito delle invincibili armate (sulla carta) di Spagna e Inghilterra.

Annunciata come la partita più attesa, come finale anticipata (remake proprio del più recente atto finale di un Europeo) e come derby del rutto al sapore di vino rosso, Italia-Spagna ha rispettato i pronostici, dimostrandosi gara tirata e spettacolare dal primo all’ultimo minuto di gioco. A spuntarla è stata la Nazionale del mansueto Antonio Conte, che superando 2-0 i maestri spagnoli ha posto la parola fine al ciclo vincente dell’undici di Del Bosque, il quale avendo dormito dal terzo all’ottantaduesimo minuto ha perso gran parte degli scappellotti tirati dagli umili pizzaioli del Belpaese agli chef d’alta cucina e con la puzza sotto al naso provenienti dalla penisola iberica. Dopo i gol sfiorati da Pellè, Giaccherini, Parolo, Eder e quello trovato da Chiellini, la Roja si è accorta di non essere ad una raccolta punti, e che sommare passaggini sulla trequarti non avrebbe portato ad alcun premio finale, ma era ormai troppo tardi perché la trincea scavata da Bonucci e compagni venisse scalfita dai timidi tentativi spagnoli. Che si sono fatti vedere praticamente solo con Sergio Ramos e Piqué (inguardabili dietro ma insidiosi in avanti) forse perché confusi da anni di falsi nueve. Una bella punta centrale avrebbe fatto comodo al baffuto marchese, ma Pellè ce l’abbiamo noi e proprio da Monteroni è arrivato il pasticciotto che, nel recupero, ha saziato e mandato gli Azzurri dritti ai quarti.

Ancor più a sorpresa, l’ultima squadra in ordine cronologico a raggiungere il round of 8 è l’Islanda dello stratega svedese Lagerback. La vittoria sugli inglesi, il cui unico traguardo (’66 escluso) nella storia del calcio è il fatto di averlo inventato, rimarrà nella storia come uno dei più clamorosi colpi di scena nella storia delle fasi finali di un torneo. La gara dei three lions è durata quanto otto minuti, ovvero il tempo che ci hanno messo i vichinghi d’Islanda ad incazzarsi ed asfaltare gli attoniti figli d‘Inghilterra, ribaltando il rigore iniziale di Rooney con i centri di Ragnar Sigurdsson e Sightorsson. Dopo il vantaggio, per i nordici sono entrati in campo Catenaccionsson e Contropiedensson, migliori in campo, che hanno fatto dormire sogni tranquilli al proprio numero 1 e portato i ragazzi in blu a sfiorare almeno tre volte il tris. Ora per la nazionale più simpatica dell’Europeo, che nel proprio stato conta meno gente di quanto ve ne sia ad un party a base di alcool organizzato da un inglese qualsiasi, c’è la Francia. Per l’Inghilterra, invece, la magra consolazione di aver centrato un record storico: essere uscita fuori dall’Europa per due volte in una settimana.

Alessio AMATO
Giornalista, scrittore e imprenditore nel settore dei servizi culturali. Iscritto all'albo dei pubblicisti dal 2016, già collaboratore de Il Giornale di Puglia, il Corriere dello Sport e, dal 2013, redattore di SalentoSport.net.

Articoli Correlati