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EURO 2016 – Day #02: pari il derby-hooligans. Galles storico, alla Svizzera la sfida tra “fratelli”

Dopo il giorno d’inaugurazione, Euro 2016 è entrato ormai nel vivo. Anche nella giornata di ieri grande spazio mediatico se lo sono presi, è il caso di dirlo, con la forza quelli imbecilli dal tasso alcolico singolo degno di una distilleria di grappa veneta che rispondono al nome di hooligans. I “supporter” inglesi sono stati stavolta in compagnia dei russi (con i quali sono venuti allo scontro anche nello stadio) e degli ultrà di OM e PSG, i quali hanno trasformato la bella Marsiglia in una sorta di Stalingrado. La sera, finalmente, la guerriglia urbana ha lasciato spazio al campo, dove l’Inghilterra ha dimostrato i progressi dominando l’incontro ma non riuscendo a sfruttare al meglio la propria forza offensiva (Kane e Sterling con le polveri bagnate) per chiudere il match. Dopo il vantaggio su punizione (procurata dal migliore in campo Alli) di Dier a un quarto d’ora dal termine, la Russia ha trovato la forza di reagire e, non potendo contare su riserve tecniche decenti, si è dovuta accontentare dei 2 metri di altezza media dei suoi difensori, con Vasili Berezutzki che, rimanendo sospeso in aria per un’oretta circa, ha beffato Hart nel recupero.

La giornata era iniziata con la sfida tra fratelli Albania-Svizzera. Match fraterno in tutti i sensi, perché si trovavano di fronte Taulant e Granit Xhaka, uniti nel talento ma separati nella scelta di difendere il primo i colori del paese d’origine ed il secondo quelli del paese di nascita e di adozione. Senza dimenticare i dieci albanesi nati in Svizzera ed i cinque svizzeri di origini albanesi (Granit Xhaka compreso) che hanno reso l’incrocio più di una sempre partita di calcio, con gente vista spaesata a vagare nel campo perché, tra luogo di nascita, d’origine, parenti e amici non sapeva per chi giocare o tifare. Alla fine l’hanno spuntato i rossocrociati dell’ex laziale Petkovic, il quale avrà intenerito i cuori dei suoi ex allievi dei tempi romani Berisha e Cana con discorsi nostalgici per convincerli a regalare i tre punti: il primo è andato a farfalle aprendo le porte del gol-vittoria a Schar, il secondo ha invece fatto il portiere, bloccando con le mani un innocuo lancio in avanti ed andando sotto la doccia. Sperando che, cresciuto in Svizzera, non abbia sbagliato spogliatoio.

Meno spunti ma non meno spettacolo in Bale-Hamsik, diversamente annunciata come Galles-Slovacchia. I due capitani, portatori del 99,7% del talento delle rispettive nazionali, hanno fatto il proprio: l’ala madrilena ha insaccato una potente punizione che ha portato i britannici in vantaggio, il trequartista napoletano, dopo il pari di Duda, si è reso protagonista di un coast-to-coast spettacolare conclusosi con il salvataggio di un avversario sulla linea di porta. Beffa delle beffe per il crestato slovacco, nel finale l’attaccante gallese Robson-Kanu (autore di appena quattro reti nella B inglese quest’anno) si è ricordato che lo pagano per segnare ed ha insaccato il gol da tre punti. I primi del Galles ad un Europeo.