Skip to content Skip to sidebar Skip to footer

EURO 2016 – Day #01: la paura è “bleu”, poi ci pensa Payet. Buona la prima per la Francia

In uno Stade de France gremito da una spettacolare cornice di oltre ottantamila spettatori tra francesi e rumeni (questi ultimi addirittura più casinisti dei locali), Francia e Romania hanno dato vita, ieri sera, ad un match non certo da accademia del football ma comunque più che degno per rappresentare il primo atto degli Europei di calcio 2016. Una gara, che ha avuto inizio dopo 9 minuti di balli e canti per l’inaugurazione (con ancora Guetta e i suoi amici tamarri protagonisti), sorprendentemente equilibrata ed anche spettacolare, sebbene spesso più per errori altrui che per meriti di chi attaccava. Alla fine l’hanno spuntata i galletti, che per almeno 80 minuti di gioco hanno rischiato di finire allo spiedo ma che alla fine hanno avuto la meglio con un risicato ma fondamentale 2-1.

Celentano cantava che “l’emozione non ha voce”, ed a guardare il pessimo inizio dei garzoni di Deschamps non ha nemmeno gambe. I francesi sono stati infatti protagonisti di un avvio di gara decisamente sottotono sotto i colpi della Romania di Iordanescu, una compagine dalla difesa modalità-bunker (non per nulla la migliore delle qualificazioni, sebbene in un girone dalla qualità media da playout di Lega Pro) ma con un attacco di un altro pianeta rispetto a quello che ha visto protagonisti in passato elementi come Gheorghe Hagi o Adrian Mutu. Eppure dopo tre minuti è proprio l’attaccante rumeno Stancu a sfiorare il clamoroso vantaggio, mostrandosi degno di portare il suo cognome e calciando addosso a Lloris da zero metri sugli sviluppi di un corner. A questa seguiranno almeno un altro paio di insidie per i bleu, i quali, a metà primo tempo ed alla quarantunesima Marsigliese cantata dagli scatenati ultrà da salotto dello Stade de France, hanno deciso di svegliarsi e far valere la loro etichetta da favoriti della competizione. Prima un palo di Griezmann (altra prestazione da addormentato nel bosco dopo la finale Champions sottotono) e poi un paio di conclusioni da fuori targate Payet e Pogba hanno fatto diventare viola Tatarusanu, ma sono risultate inefficienti per sbloccare il risultato.

L’accelerazione francese arriva però nella ripresa, con Giroud che fa le prove, dopo cinque giri di lancette, del gol del vantaggio. E il gol arriva al dodicesimo, quando insacca di testa il cross di Payet e sfrutta al meglio la cappellata di Tatarusanu, autore di un uscita alta di quelle che anche a danza classica verrebbero considerate da femminucce. Gara in discesa? Col cavolo. La reazione dei ragazzi dell’est è veemente e non si fa attendere, tant’è che 9 minuti dopo Evra si trasforma in un TGV fuori binario e deraglia su Popa, inducendo l’ungherese Kassai a fischiare il penalty. Dal dischetto Stancu ha un sussulto di vitalità e “spiazza” (il rigore è quasi centrale) Lloris. A quel punto Saint Denis sembra Bucarest, con i tifosi rumeni che credono addirittura in un colpaccio che non ha l’aria di essere impossibile. La difesa della Francia soffre (il che è tutto dire) le avanzate di Alibec, Popa e Hoban, vicino al gol con un gran mancino da fuori, mentre Griezmann sembra Cappuccetto Rosso nel bosco e Pogba il suo gemello scarso. Quando l’esordio europeo dell’onze di Deschamps sembra essere destinato a diventare il primo flop del torneo, un Payet all’improvviso. L’ala del West Ham si ricorda di essere stato eletto come uno dei sei calciatori migliori dell’ultima Premier League e, ricevuta palla da Coman, si gira in un fazzoletto e da casa sua toglie le ragnatele da sotto l’incrocio, prima di uscire in lacrime dopo essersi reso conto dell’impresa compiuta. Francia, è buona la prima, ma che paura.