[ESCLUSIVA SS] MOTOCICLISMO – Nocco, è nata una stella: “Punto in alto, con il Salento sempre nel cuore”
A soli sedici anni, compiuti il 20 maggio scorso, si è laureato vice-campione europeo nella categoria SuperStock 600 con il Team San Carlo alla guida della sua Kawasaki ZX, e molti esperti del settore lo paragonano già ai più grandi motociclisti del panorama europeo e mondiale. Parliamo di Alessandro Nocco, salentino doc di Taviano, che si è raccontato in esclusiva ai nostri microfoni.
Alessandro e la moto, una passione che nasce da lontano. Da quando precisamente?
Da sempre. La mia è una passione di famiglia, visto che mio padre ha una concessionaria Kawasaki e che lui, così come mio fratello, sono grandissimi appassionati. Ho avuto la mia prima mini-moto all’età di quattro anni circa, quindi si può dire che con le moto sono nato e cresciuto.
Quando hai capito che con la moto ci sapevi davvero fare, e che una passione poteva trasformarsi in un lavoro?
In realtà non c’è stato un momento, è nato come un divertimento e lo è ancora. Quando ci siamo accorti che ero bravo, ci siamo iscritti al campionato italiano mini-moto, ma sempre per gioco, e poi è stato un percorso graduale e naturale attraverso i vari campionati fino al SuperStock 600 di quest’anno.
Che hai concluso al secondo posto a soli 18 punti da Morbidelli, polverizzando record e vincendo tre gare, più di tutti gli altri. Soddisfatto?
Direi proprio di si, visto i risultati che hai elencato. Certo, vincere è vincere, ma c’è il tempo per migliorare ancora e puntare più in alto. Peccato solo per l’inizio di campionato, dove sia io che la moto non eravamo ancora pronti, ma poi abbiamo entrambi dimostrato la nostra crescita.
La vittoria più bella di quest’anno e quella della tua carriera?
Beh, vincere è sempre bello, quindi mi risulta difficile scegliere tra Imola, Silverstone e Magny Cours, ma direi la prima anche perché avvenuta su un circuito che piace molto a me e che è più adatto alle caratteristiche della mia Kawasaki. Poi ricordo con grande piacere quella del Mugello nel CIV 2012, soprattutto perché arrivata grazie ad una grande rimonta.
Chi è il tuo idolo, e a chi ti ispiri?
Ho sempre tifato per la Kawasaki e per i piloti italiani come Rossi, Simoncelli e Melandri, ma non ho un idolo in particolare o un motociclista a cui mi ispiro di più. Di certo, essendo uno che guida in modo molto istintivo, mi piacciono di più i piloti che danno spettacolo.
Progetti per il futuro e sogno nel cassetto?
Ho ancora un anno nel Team San Carlo in SuperStock 600, ma abbiamo anche ricevuto un’offerta importante dalla Moto 2, quindi stiamo valutando. Il sogno? Beh ovviamente punto in alto, ma per il momento me lo tengo per me e non lo dico a nessuno.
Sei il primo pilota salentino che arriva ad certo livello, hai sul casco lo sponsor “Salento d’aMare” ed alcune simpatiche scritte che spesso mostri in diretta televisiva. Che rapporto hai con la tua terra?
La mia terra è qualcosa di importantissimo per me, è la mia casa, il posto in cui sto meglio e che porte sempre con me. Sono orgoglioso di rappresentare il Salento.
