[ESCLUSIVA SS] – Maurizio Capone: “Ecco l’Accademia, una scuola calcio per i bambini. Che tempi quelli con Fascetti a Lecce”. E su Nardò-Ischia…

Luperto, Maragliulo, Mileti e Capone. C’è un pezzo di storia giallorossa nell’Accademia Calcio Lecce, neonata scuola calcio che mira alla formazione calcistica (e non solo) dei bambini. Proprio con Maurizio Capone, uno dei fondatori nonché ex calciatore del Lecce, ci siamo fatti spiegare, in esclusiva per SalentoSport, la fisionomia e la bontà del progetto. Capone, che da calciatore si tolse le migliori soddisfazioni con la maglia dell’Ischia, domenica scorsa era al “Giovanni Paolo II” per seguire il match di Serie D tra il Nardò e la squadra campana.

Sig. Capone, ci parli del progetto dell’Accademia Calcio Lecce.

“L’Accademia Calcio Lecce è una scuola calcio che è partita ufficialmente a settembre. È un progetto che è nato da un unione di intenti che si è venuta a creare con amici di vecchia data, nonché ex compagni di squadra, come Francesco Mileti, Claudio Luperto e Primo Maragliulo. Ci avvaliamo inoltre di validissimi collaboratori come Lilli, Francesco e Alessandro. Ci occupiamo dei ragazzi dai 6 ai 12 anni, quindi siamo solo ed esclusivamente una scuola calcio, non un settore giovanile. Abbiamo scelto di lavorare in questo contesto perché le emozioni e le sensazioni che ti danno i ragazzi a quell’età sono assolutamente qualcosa di unico. Fin qui abbiamo raccolto una sessantina di adesioni e di ciò siamo orgogliosi. Inoltre il nostro non è solo un progetto basato sul calcio: vogliamo ampliarlo infatti in altri ambiti, inserendo i ragazzi in altri sport come basket e nuoto. È interessante anche l’idea di organizzare stage itineranti presso le parrocchie di periferia, da quei ragazzi che non hanno le possibilità economiche per iscriversi ad una scuola calcio. Vorremmo poi coinvolgere qualche grosso club nel nostro progetto, che è molto ambizioso”.

La vostra è una delle poche scuole calcio che cura principalmente la categoria “Primi Calci”…

“Hai detto bene: è il nostro obiettivo primario. Ci stiamo concentrando sui ragazzi, curandone l’approccio allo sport che deve avvenire sempre in maniera giocosa e spontanea. Il saper vivere in gruppo è uno dei nostri primi obiettivi, poi pian piano, con la crescita, si penserà anche all’aspetto tecnico. Ma prima bisogna educare il ragazzo a convivere con i suoi pari età, ed educare anche i genitori, perché se hai un figlio bravo non devi per forza portarlo via da Lecce per imporgli una carriera”.

Sappiamo che con voi si allena anche il bimbo di Giacomazzi…

“Sì, e questo crea ulteriore entusiasmo. Ogni tanto viene anche il papà e tutti i ragazzini impazziscono a caccia di autografi. Il tutto ha luogo al Victory, in un ambiente pulito, a pochi chilometri dal Via del Mare”.

Lei, nel corso della sua carriera, ha militato anche nel Lecce, ai tempi di mister Fascetti: che ricordi hai di quel periodo?

“Fui per cinque anni capitano della Primavera giallorossa, quindi spesso venivo chiamato in prima squadra. Nel 1981, con alla guida Gianni Di Marzio, a quindici anni e mezzo venni convocato per la prima volta coi grandi e conobbi Luperto, Maragliulo e Mileti. Poi arrivò mister Corso e fui panchinaro. Infine i tre anni di Fascetti: nel secondo centrammo la storica promozione in Serie A, che quindi disputammo nell’anno successivo. Non trovai però molto spazio, allora decisi di giocare in Serie C, col Galatina”.

E in Serie C ha vissuto anni d’oro con l’Ischia, club con cui ha vinto il campionato di C2 nel 90/91 e poi ha ottenuto un ottimo quinto posto nell’anno successivo in C1…

“Sì, vincemmo il campionato e poi ottenemmo il miglior piazzamento della storia dell’Ischia, vale a dire quinti in Serie C1, riuscendoci a qualificare alla Coppa Italia. Avevamo una squadra fortissima, con calciatori che di lì a breve avrebbero calcato palcoscenici più prestigiosi. Fra tutti Martusciello e Nanni, che ora allena i portieri della Roma. Dopo l’esperienza ischitana mi sono ritirato. Quella Serie C non mi permetteva di disporre di grandi risorse economiche, era la categoria dei poveri. Per questo dovetti pensare a cosa fare da grande”.

E domenica era al “Giovanni Paolo II” per seguire proprio Nardò-Ischia….

“Sì, anche perché mister Renna è un amico. Ha cercato in tutti i modi di contrastare la supremazia dell’Ischia ma non ce l’ha fatta. Il Nardò è stato penalizzato dall’infortunio occorso a Majella, che ha limitato la pericolosità offensiva dei granata. L’Ischia comunque è una squadra di categoria superiore”.

Lorenzo FALANGONE
Nato 27 anni fa a Nardò. Dottore in Comunicazione e Giornalista pubblicista. Caporedattore di SalentoSport e reporter per PiazzaSalento. Premio "M. Campione" 2015 come miglior articolo sportivo di Puglia. Autore del libro "Per dirti ciao".

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