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[ESCLUSIVA SS] COPERTINO – Renis: “Bisogna riaccendere quel senso di appartenenza copertinese…”

I suoi numeri, nella stagione passata, sono stati straordinari (26 reti realizzate), i riconoscimenti ed i vari apprezzamenti ricevuti, in questo senso, ne hanno sancito un’ulteriore conferma. Antonio Renis, il bomber che tutti vogliono, non sembra però avere particolare fretta nelle scelte per il futuro. “Sono contento per quanto fatto lo scorso anno – ammette in esclusiva per i nostri taccuini – e per i premi ricevuti. Per quanto riguarda il futuro, invece, ci sono in ballo con il Maglie aspetti extra calcistici per i quali devo ancora pazientare prima di capire cosa succederà. Certo, le chiamate non mancano ma, avendo delle responsabilità nei confronti della mia famiglia, resterò vicino casa. Sicuramente giocherò in Promozione”.

Il Copertino, dopo il trasloco del titolo a Nardò, rischia di scomparire dalla carta geografica del calcio salentino, una situazione che induce Renis, copertinese doc, ad una profonda riflessione. “Innanzitutto, rivolgo un in bocca al lupo a Fanuli per la nuova avventura con il Nardò e per l’avvenire ma, da copertinese, non posso essere contento di quanto fatto dal presidente. Lui ha dato tanto al calcio copertinese negli anni della sua gestione ma credo che abbia ricevuto in egual misura: il dato oggettivo è che rimarrà negli annali come il presidente il quale ha portato via non solo il titolo ma anche tanti anni di storia del calcio di Copertino. È stata una sua decisione e bisogna prenderne atto, una cosa mai fatta da nessuno prima”.

L’attaccante, poi, si sofferma sulla valenza del calcio, inteso non solo come pratica di un esercizio. “Il calcio, in un paese, è un aspetto importantissimo, che esula dal semplice giocare: sacrificio, spirito di competizione, imparare a lottare per raggiungere gli obiettivi oltre ad un notevole valore sociale, per le amicizie ed i rapporti che si creano nel tempo. Il calcio genera senso di appartenenza ad una città ed a dei colori. Se tutto questo viene meno credo ci possano essere delle conseguenze negative delle quali, troppo spesso, se ne trascura l’importanza, soprattutto nel sociale”.

Allora, quale soluzione? “Le autorità politiche credo debbano prendere in mano la situazione quanto prima o, almeno, l’iniziativa: le forze imprenditoriali che possono dare una mano e partecipare alla costruzione di una squadra, anche in tempi brevi, ci sono. È la politica, secondo me, che deve intervenire. Non è importante la categoria, ma bisogna riaccendere l’entusiasmo che una volta c’era e ora, invece, si è perso. La politica ha il dovere di accendere il motore di questa rinascita e sarebbe un errore pensare che esistano problemi più urgenti da risolvere. Non vorrei che ci si abituasse a non fare niente di fronte al venir meno dei valori di cui ho parlato prima. Dalle mie esperienze calcistiche, Gallipoli e Maglie, per citare le ultime due, sono rimasto impressionato dal senso di appartenenza dimostrato dalla gente, che non riscontro nel mio paese, Copertino. Ora c’è una possibilità incredibile, quella di riappropriarci di tutto questo”.

“Il mio augurio – conclude Renis è che nel mio paese ci sia questa volontà di risveglio, che si capisca l’importanza dello sport, del calcio in particolare, e dei suoi valori e che si faccia in modo, in pochissimi giorni, di mettere tutte le forze disponibili al servizio di una volontà comune che possa riaccendere quel senso di appartenenza copertinese e quell’amore per il proprio paese senza ritorni personali”.