CALCIO – Il punto del ds Inguscio: “Dal Lecce al Bagnolo, vi dico la mia. Futuro? Solo progetti seri”
Lontano dal calcio? Solo in apparenza. Fra i direttori sportivi più vincenti del calcio pugliese, Gianni Inguscio, in stand-by dopo le positive esperienze a Casarano e Nardò, è in continuo aggiornamento: pane e pallone di tutte le categorie. “Nella stagione da poco archiviata – afferma in esclusiva per SalentoSport – ho seguito un po’ tutti i campionati, dalla Lega Pro fino alla Terza Categoria. Ho notato alcune buone individualità ma al tempo stesso un livello più basso rispetto al passato, almeno nei campionati principali”.
Direttore, partiamo proprio dalla Lega Pro, in attesa della sua conclusione. Crede che la regular season del girone C abbia rispecchiato i reali valori? “Ha vinto la squadra più forte e che ha saputo gestire meglio i momenti di difficoltà; non era semplice in una piazza esigente come Foggia. Il Lecce ha pagato a caro prezzo i punti persi in quelle partite in cui aveva addirittura un doppio vantaggio e trovarsi a rincorrere il Foggia non era facile. Ci sono ancora i playoff per riacciuffare la Serie B, è obbligatorio crederci”.
Dalla Serie D, passando per Eccellenza e Promozione: successi finali per Bisceglie, Cerignola e Fasano. “Nel girone H vittoria meritata per il Bisceglie che, nonostante la penalizzazione, ci ha creduto fino alla fine nonostante ad un certo punto della stagione fosse a -8 dal Trastevere e con lo scontro diretto da disputare fuori casa. In Eccellenza la corazzata Cerignola ha dovuto sudare non poco per avere la meglio del Bitonto, squadra quadrata in tutti i reparti, con un attacco super e che ha espresso un bel gioco per tutta la stagione; tuttavia la vittoria del Cerignola è meritata: il club torna in D con grandi ambizioni dopo un’assenza lunga 17 anni. Nel girone B di Promozione il Fasano è uscito alla distanza, soprattutto grazie al mercato di dicembre che ha permesso di fare il salto di qualità e di prendere il largo dalle rivelazioni del torneo, Aradeo e Tricase”.
Nel 2016/17 Prima, Seconda e Terza Categoria ricche di piazza blasonate. “Realtà che non avevano nulla a che vedere con la recente storia di questi campionati. Ugento e Taurisano hanno vinto rispettivamente i campionati di Prima e Seconda Categoria, mentre in Terza la Virtus Matino di Antonio Toma, sia per organico che per il gioco espresso, ha vinto il torneo giocando molto meglio di tante squadre di Eccellenza; penso poi al Bagnolo di mister Stefano Gallo che, pur perdendo la finale playoff col Salve, ha riportato al campo veramente tante persone ed un entusiasmo che non si vede neppure in tante piazze di Serie D”.
Da tre anni è distante dai club e dalle copertine: a cosa è legata questa assenza. “Un lasso di tempo per certi versi voluto, per altri forzato. Voluto perchè volevo ricaricare le batterie dopo due anni a Casarano e forzato perchè non vedo in giro società che possano fare al caso mio. Non è una questione di categoria, anzi, partire di nuovo dal basso non mi spaventerebbe, tutt’altro: mi darebbe stimoli nuovi, piuttosto è una questione di programmazione, metodo di lavoro, di un diverso modo di intendere il calcio e la figura del direttore sportivo. Oggi ci sono società che prima riconfermano o scelgono l’allenatore e poi contattano il direttore sportivo. Oppure società che vogliono fare calcio senza un direttore sportivo in quanto il presidente intende operare in prima persona, perchè qualche dirigente si improvvisa operatore di mercato o perchè vogliono far decidere tutto all’allenatore. Ovviamente io la penso diversamente ed è per questo che ho rifiutato quando sono stato chiamato, perchè alcuni passaggi nella gestione di una società di calcio sono imprescindibili in qualsiasi categoria. La società sceglie il direttore sportivo, ed è il direttore, rispettando il budget e gli indirizzi societari che sceglie l’allenatore e di comune accordo con questi costruisce la squadra in base all’obiettivo stagionale che deve essere ben chiaro a tutti. Purtoppo questo avviene molto di rado per vari motivi e a rimetterci è solo il calcio. Non c’è la pazienza di programmare e solo vincendo si viene riconfermati. Niente di più sbagliato”.
Nel frattempo, però, lei continua ad aggiornarsi e a girare per i campi. “Non ho nessuna fretta di trovare una squadra perché, come ho detto prima, o si lavora in un certo modo o è meglio stare a casa ad aggiornarsi, a guardare partite o a ritagliarsi un altro ruolo nel calcio. Sta diventando sempre più difficile anche perché sono tanti gli abusivi che lavorano nel calcio senza avere i titoli per farlo e soprattutto perché si è sminuita la figure del diesse, un tempo era centrale in una associazione sportiva. Questo è uno dei punti cruciali su cui si sta battendo la neonata associazione Adicosp (Associazione dei Direttori e Collaboratori Sportivi) che negli interventi programmatici dei delegati ha stilato il programma e le strategie che intende perseguire nella tutela dei diritti e dell’immagine dei direttori sportivi e dei collaboratori della gestione sportiva”.
