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ATLETICO RACALE – Garofalo, un compleanno con le stampelle: “Continuerò a stare vicino ai miei compagni. E tra un mese…”

Un compleanno con le stampelle e in attesa di un’operazione al ginocchio non è proprio quello che ci si aspetta. Per Aldo Garofalo, difensore dell’Atletico Racale, è un ostacolo come tanti, che si supererà senza troppa fatica. Visto il pregresso, non è certo un menisco rotto a scoraggiarlo e a fargli perdere il sorriso e l’entusiasmo. Specialmente oggi, giorno del suo 37° compleanno.

Dopo un periodo in cui avevi trovato la forma migliore, ti devi fermare per colpa del ginocchio che, nella partita contro lo Scorrano, ha fatto crack. Cosa è successo?

“Saltando per colpire il pallone di testa, ho poggiato il piede male, forse per via del terreno disconnesso, provocandomi la lesione del menisco mediale e laterale. È un infortunio che mi mancava all’appello, visto che undici anni fa ero stato operato al legamento crociato anteriore sempre dello stesso ginocchio. Pazienza”.

Come è nata quest’esperienza con l’Atletico Racale?

“Ho chiesto io all’amico Francesco Cimino (il presidente della società, ndr) di poter far parte di questa squadra, per il semplice fatto che mi avevano parlato benissimo del mister e del gruppo e dei componenti della società che già conoscevo. L’ho fatto perché oltre sette anni fa smisi di giocare per problemi di salute, e quest’anno ho voluto ricominciare perché il calcio per me vuol dire tanto, non è soltanto tirare calci ad un pallone. Non mi sono sbagliato perché ho trovato un gruppo fantastico guidato da un grande sia come mister sia come persona (per molti di noi è un papà, per me, vista l’età, è un fratello…). Il nostro allenatore Pablo Cerbino merita e penso che lo stiamo ripagando bene, consapevoli del fatto che possiamo fare di più. Se non avessi trovato questo gruppo e questa società, dopo una settimana di preparazione sarei ritornato a casa sicuramente. Li ringrazierò sempre”.

Sarai presente alle prossime partite dell’Atletico a tifare per i tuoi compagni, nonostante l’incombente operazione e la fase di riabilitazione?

“Più di prima, perché loro aiutano me. Spero tra un mese di ritornare ad allenarmi con loro, il resto è superfluo”.

Come giudichi il campionato dell’Atletico, sinora?

“Potevamo avere qualche punto in più, purtroppo alcune decisioni arbitrali e un po’ di sfortuna l’hanno fatta padrona. Fa parte del gioco. Andiamo avanti partita per partita, giocando per vincere, perché è questa la mentalità che ci viene inculcata dal mister. Alla fine tireremo le somme, il campionato è lungo”.

Qual è il vostro obiettivo?

“Impegnarci per vincere ogni partita, non è presunzione ma devi starci in un gruppo così per capire queste parole. Se dovessimo perdere, stringeremo correttamente la mano all’avversario”.

Qual è la sorpresa del campionato, sia come squadra sia come giocatore, di quelli che hai incontrato sinora?

“Come squadra il Campi mi ha fatto un ottima impressione, giocatori giovani e soprattutto corretti. Come giocatore, un “ragazzo”della mia squadra, Mimino Ferraro, esempio per tutti i giovani. Abbiamo la fortuna di avere under che meriterebbero di giocare comunque e questa è una fortuna”.

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