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VIRTUS MATINO – L’ex ds Inguscio: “Si è chiusa un’esperienza molto positiva. Toma? Uscita inopportuna e fuori luogo”

La rivoluzione di dicembre in casa Virtus Matino non ha riguardato solamente la guida tecnica (cambio Toma-Branà) e il parco giocatori, ma anche i quadri dirigenziali, con l’arrivo del nuovo ds Luigi Volume e le dimissioni di Massimo Alemanno, dal ruolo di direttore generale, e di Gianni Inguscio da quello di direttore sportivo.

Inguscio, in esclusiva per SalentoSport, ha spiegato i motivi della sua decisione e si è tolto qualche sassolino dalla scarpa, replicando a un’intervista recente rilasciata dal tecnico Toma.

Si è conclusa da un mese la sua esperienza alla Virtus Matino, come giudica questo anno e mezzo e come mai ha deciso di andare via?

“Si è conclusa un’esperienza per me molto positiva culminata con la promozione in Serie D del Matino che ha ritrovato la categoria dopo 28 anni. Vincere l’Eccellenza contro tutti i favori del pronostico e contro piazze blasonate fa sempre immenso piacere, solo che a volte la memoria corta da parte di qualcuno fa brutti scherzi. Quando vengono meno i presupposti per continuare e la comunione di intenti che ci aveva portati a vincere, è giusto fare un passo indietro, senza polemiche come si dovrebbe sempre fare. Ma questo evidentemente non vale per tutti. Così come quando le cose vanno bene i meriti non sono solo di una persona, al tempo stesso quando non tutto va per il verso giusto i demeriti vanno distribuiti tra tutte le parti in causa. Nonostante tutto, la classifica della Virtus Matino, è bugiarda per quello che si è visto in campo. Se avessimo avuto 8/9 punti in più non credo che qualcuno avrebbe qualcosa da obiettare ed oggi il Matino starebbe lì insieme a tutti gli altri che lottano per la salvezza. L’inesperienza della categoria, un pizzico di sfortuna e qualche ingenuità individuale non solo dei calciatori, la mancanza del nostro campo, la mancanza del pubblico e gli episodi che fanno sempre la differenza ci hanno portato in fondo alla classifica”.

Toma in una intervista l’ha chiamata in causa, cosa ne pensa delle sue dichiarazioni?

“Si ho letto l’intervista, anzi le interviste, in questo momento Toma ha fatto più interviste che punti in classifica e mi preme puntualizzare qualcosa visto che mi ha chiamato in causa. Innanzitutto la sua uscita è stata alquanto inopportuna e fuori luogo e leggendo le sue dichiarazioni mi ha fatto solo ridere. Non ho mai visto un allenatore che subentra fare polemiche con chi c’era prima, semmai le polemiche le fa l’allenatore uscente ma capisco che queste dinamiche probabilmente sono troppo complesse da capire. Prima di tutto credo che chi subentra debba avere innanzitutto il rispetto, parola sconosciuta evidentemente, del lavoro degli altri soprattutto quando chi parla non sa neanche cosa dice. L‘allenatore che avevo scelto io era Alessandro Longo, tecnico di grande caratura e spessore umano e soprattutto di un altro livello questo evidentemente a qualcuno non è andato giù. Vorrei ricordare a Toma che i calciatori ‘non di categoria’ della Virtus Matino, si sono piazzati in meno di un’ora, appena hanno espresso il desiderio di andare via e sono tutti ancora in Serie D: Giambuzzi, calciatore di un altra categoria per chi non lo conoscesse, è al Molfetta, Salto alla Casertana, Marin al Gladiator, Meneses a Brindisi, Michelli è tornato in Serie A in Bolivia, inoltre, Monopoli che è rimasto a Matino fu protagonista della salvezza del Nardò in Serie D. Gli altri, che sono scesi in Eccellenza, sono Ruibal, riconfermato ma che è voluto andare via e che Toma appena arrivato ha detto che da esterno può giocare in Serie B; Grandis che ha sempre fatto la D in Italia, col Francavilla in Sinni, Facundo Graziano che prima di arrivare a Matino era in D con il Castrovillari. Inoltre i ragazzi che per Toma, come dichiarato nella sua intervista, è un piacere allenare e che hanno fatto tanto bene col Rotonda per 9/11 sono quelli che a Matino ha portato il sottoscritto. Nessuno ha detto che la colpa è solo di Branà, tecnico che ho voluto riconfermare io e con cui si è decisa la rosa a disposizione, tra l’altro la base era quella dello scorso anno e sono stati tutti calciatori graditi a Giuseppe Branà. Quando si vince un campionato, il tecnico che ha vinto va riconfermato se si trova un accordo e col tecnico si fanno le riconferme. Questa è la base, il resto sono solo chiacchere inutili“.

Toma sostiene che si è speso tanto.

Toma intanto dovrebbe fare il suo, cioè allenare! Se poi gli piacciono i numeri allora credo che in proporzione al torneo. si sia speso molto di più per vincere la Terza Categoria a Matino, con lui in panchina, che avere una squadra in Serie D che ha giocato alla pari con tutti quest’anno e Toma dovrebbe saperlo benissimo visto che era puntualmente presente alle nostre partite casalinghe già dalla prima di campionato. Qualsiasi cifra sopra lo zero per vincere la Terza Categoria vuol dire spendere tanto, non una Serie D giocata con il budget di Eccellenza, sicuramente il più basso di tutto il girone H, questo chi è in Serie D lo sa benissimo. Per budget mi riferisco alla rosa e allo staff tecnico non a tutta la stagione ovviamente, perchè se non si ha un campo a disposizione i costi di gestione sono inevitabilmente alti e questo non è un problema mio. Lascio da parte inutili polemiche perchè il Matino per me è un capitolo chiuso, adesso grazie alla sosta natalizia e alla sosta per covid arrivata nel momento giusto c’è tutto il tempo di riorganizzarsi, praticamente lo stesso tempo che si aveva a disposizione questa estate, 5 settimane, per fare mercato e preparazione. La salvezza è alla portata, mancano 20 partite, il Fasano e il Gravina lo scorso anno ce l’hanno fatta, specialmente il Fasano che come il Matino rivoluzionò completamente l’organico tra dicembre e gennaio, quindi tutto è possibile nel calcio basta solo essere capaci di farlo, parlando di meno e lavorando di più”.

(foto: G. Inguscio)