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TARANTO – Nardoni: “Minacce dalla Fondazione”. Campitiello: “No a clima da caccia alle streghe”. Salta tutto?

Ennesimo colpo di scena nella telenovela che avrebbe dovuto condurre il Taranto tra le braccia dei fratelli Campitiello. A servirlo, nella tarda serata di ieri sono stati proprio gli imprenditori di Pagani che dopo un interminabile tira e molla con gli attuali soci hanno manifestato il cessato interesse nei confronti del sodalizio jonico mediante una nota stampa. Alla base della decisione ci sarebbero le presunte minacce ricevute da Fabrizio Nardoni non solo da semplici tifosi ma anche, a suo dire, da componenti della Fondazione Taras e sottolineate a più riprese dal presidente dimissionario anche nel verbale dell’ultimo CdA.

A seguito del verbale del consiglio d’amministrazione del Taranto Football Club 1927 inoltrato nel tardo pomeriggio di domenica 13 luglio – dichiarano i Campitiello -, dove nell’incipit il presidente del club, dottor Fabrizio Nardoni, denunciava intimidazioni nella trattativa di cessione della società in oggetto, nel manifestare profondo stupore per il clima avvelenato che sta accompagnando la trattativa e manifestando al dottor Nardoni profonda solidarietà, Domenico Campitiello, perdurando questo clima di “caccia alle streghe”, comunica di non avere più alcun interesse alla prosecuzione della trattativa e di voler cessare immediatamente le iniziative imprenditoriali, amministrative e tecniche”.

Una presa di posizione chiara quella dei proprietari della Jomi Spa che però, leggendo tra righe potrebbe rivelarsi un atto dovuto nei confronti della controparte, atta a ricreare una serenità che sin dagli albori di questa trattativa pare essere mancata. La sensazione è che la partita non sia definitivamente chiusa e a confermarlo seppur in maniera velata è Francesco Montervino, uomo di fiducia dei Campitiello che intervenuto in diretta telefonica sulle frequenze di Studio 100 Tv, durante la trasmissione D Calcio, ha espresso il proprio rammarico lasciando però aperta una porticina: “Sono amareggiato, spero di riuscire a salvare il lavoro che avevo già iniziato – ha dichiarato il centrocampista tarantino –, ero in contatto con oltre venti calciatori che ho avuto modo di conoscere in questi ultimi anni tra C/2 e serie D. La macchina non era ferma, a fari spenti ci stavamo occupando sia del mercato che del possibile ripescaggio in Lega Pro. Quest’ultimo gesto ha dimostrato qualora ce ne fosse bisogno che i fratelli Campitiello sono persone di livello”.

Piccata la risposta della Fondazione che oltre a respingere qualsivoglia accusa, invita chi di dovere ad attivarsi per il tanto citato “bene del Taranto”. L’Aps Fondazione Taras 706 a. C. respinge ogni accusa relativa a presunte pressioni e intimidazioni compiute nei confronti del sig. Fabrizio Nardoni e di qualsiasi altro soggetto al fine di ottenere, da loro, la cessione le quote del Taranto FC 1927. Di fronte a un simile smarrimento di responsabilità, la Fondazione Taras invita il presidente uscente del club rossoblù e chiunque altro a evitare esternazioni che ledano la dignità e l’immagine del supporters’ trust tarantino.

Per favorire una corretta informazione, si ricorda che le quote, in questo momento, sono ancora in possesso dei rispettivi soci; le deleghe a cedere, in parte conferite alla Fondazione Taras, sono frutto della libera e incondizionata volontà dei loro detentori, peraltro manifestata più volte nel corso di conferenze pubbliche e attraverso comunicati stampa congiunti. Si evidenzia che la decisione di raccogliere le procure a vendere fu condivisa con gli esponenti del cda e quindi anche con lo stesso presidente Nardoni, il quale comunicò l’iniziativa durante la conferenza stampa tenutasi presso lo studio del dott. Di Fonzo alla presenza del presidente uscente della Fondazione Taras Claudio Andriani.

La Fondazione Taras, sin dall’inizio delle trattative, ha assunto il solo compito di semplificare l’eventuale passaggio di consegne. Nulla di più. I soci del Taranto interessati a cedere, se lo vorranno, potranno adesso dar seguito alle determinazioni assunte ieri dal cda. In conclusione, preme sottolinerare che la Fondazione Taras non ha notizie dell’effettivo invio della P.E.C. agli imprenditori Campitiello contenente le decisioni del vertice societario di ieri. Nonostante gli accordi prevedessero la massima condivisione delle comunicazioni, la Fondazione Taras non è stata messa a conoscenza della consegna della missiva, né dei suoi contenuti. Questo supporters’ trust continuerà a informare cittadini e tifosi sull’evoluzione della situazione societaria.

A seguito delle dimissioni del sig. Claudio Andriani, che colpiscono per la tempistica e le modalità scelte, si comunica che presto saranno attivate le procedure democratiche previste dallo statuto associativo per l’elezione del nuovo presidente”.