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TARANTO – Favo: “Pareggio paradossale, subito solo un tiro”, Giglio: “Non nascondiamoci dietro alibi”

Amarezza tangibile e comprensibile. Dopo una gara, quella con il Manfredonia, in cui il Taranto ha avuto in mano le redini per gran parte dei novanta minuti, nel finale è arrivato il pari beffa dei dauni. Non nasconde il proprio rammarico il tecnico rossoblu Massimiliano Favo: “È paradossale come anche questa volta con un tiro in porta subito abbiamo pareggiato la partita – afferma sconsolato l’allenatore –. Perché per l’intensità messa dai ragazzi in campo, la prestazione è stata eccezionale e non si contano neanche le occasioni create. Ultimamente tendiamo un po’ ad allungarci tra i centrocampisti e i difensori. Dobbiamo essere un attimino più compatti e lavorare di più sui trenta metri, muovendoci in modo più armonico. Ecco, il gol forse è frutto di un errore del genere, senza dare colpe ai singoli. Visionerò i filmati e lavoreremo in settimana. Nella seconda fase della partita ci siamo un po’ slegati. Mi è dispiaciuto aver concesso qualcosina dopo la rete subita, non tanto dal punto di vista delle occasioni ma come possesso palla in mezzo al campo. E lì il Manfredonia ci ha puniti. Loro hanno trovato questo gol in una occasione sporadica e in un momento importante della partita, perché ci si avviava verso i minuti finali. A un certo punto della siamo entrati un po’ in ansia, poco prima del gol: abbiamo perso la tensione emotiva e abbiamo pensato solo a spazzare per qualche minuto”.

Era stato il gol di Giuseppe Giglio, al suo secondo centro con il Taranto, a spianare la strada ai rossoblu: “Sono riuscito a fare un bel gol – racconta l’attaccante – purtroppo non è servito. Poteva essere una rete pesante, ma le squadre che giocano qui cercano sempre di strappare un punticino, come succederà sicuramente la prossima settimana con il Gelbison. Il girone di ritorno comunque sarà totalmente diverso da quello di andata come capita in ogni campionato. Questa partita non deve lasciare strascichi se vogliamo puntare alla vetta. Certo bisogna analizzare gli errori per non ripeterli, ma non bisogna nascondersi dietro alibi”.