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TARANTO – Campitiello cambia l’offerta. C’è tempo fino a venerdì

Estinguere prima il debito maturato per poi cedere il 98% delle quote. Questa in soldoni la proposta che i fratelli Campitiello hanno fatto pervenire sul tavolo della dirigenza jonica, indicando come termine ultimo per concludere la trattativa, la mezzanotte di venerdì 4 luglio. La cifra indicata sull’assegno depositato dagli imprenditori salernitani nella serata di martedì a garanzia dell’operazione, si aggira intorno ai 225mila euro e sarebbe resa disponibile solo una volta ripianata la massa debitoria del club rossoblu che sarà resa ufficiale nelle prossime ore ma che, come confermato dalla Fondazione Taras nella persona di Gianluca Sostegno, sembrerebbe quantificabile tra i 350 e i 400mila euro.

La forte esposizione debitoria del sodalizio presieduto da Fabrizio Nardoni, avrebbe sorpreso i Campitiello, che nonostante l’accordo verbale raggiunto in occasione del primo incontro tra le parti, hanno deciso di formulare una nuova proposta, che conti alla mano prevederebbe un esborso totale da parte dell’attuale proprietà pari a 160.000, utili proprio a ripianare le perdite riportate al termine della stagione sportiva appena archiviata, al fine quindi di ereditare una società sana sotto il profilo economico.

Oltre al pesante passivo, a rallentare la corsa dei Campitiello verso il Taranto negli ultimi giorni pare essersi aggiunto anche il silenzio di una fetta di soci, che prima avrebbero accampato pretese economiche per le percentuali in proprio possesso, per poi trincerarsi dietro un irresponsabile mutismo. Non è il caso di Nardoni e Petrelli che proprio ieri hanno rimesso le percentuali in proprio possesso nelle mani della Fondazione, e nemmeno dei soci Bongiovanni e Zelatore, con i quali Francesco Montervino, ex capitano del Napoli e uomo di fiducia dei Campitiello avrebbe già avuto un incontro e al quale gli stessi imprenditori avrebbero manifestato la massima disponibilità a lasciare il passo a chiunque voglia operare per il bene del Taranto Calcio. Nessuna nuova invece da Giovanni Graniglia in possesso anche delle quote di Gianluigi Palmisano e Guido Petrocelli che, al momento, non compaiono nella lista pubblicata della Fondazione Taras sul proprio sito internet.