NARDÒ – Zuccata di Romeo e il Serpentara si spegne. Tre punti al Toro e la vetta resta (anche) granata

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Foto: Nardò e Serpentara poco prima del fischio d'inizio (@SalentoSport.net)

È il romano Romeo a castigare i romani del Serpentara. Nel surreale silenzio del “Giovanni Paolo II”, stante la “pena” delle porte chiuse imposta dal Giudice sportivo, il Nardò supera i laziali e resta al comando della girone, appollaiato in vetta alla pari con la Virtus Francavilla.

Ragno ritrova Oretti in mezzo al campo ma deve rinunciare, oltre al lungodegente Palmisano, al febbricitante Cassano sulla corsia di destra di difesa, al suo posto Zinetti; tra gli ospiti, Foglia Manzillo cerca preziosi punti in ottica salvezza affidandosi all’ex Strumbo in difesa e alla temibile coppia offensiva composta da Delgado e De Iulis.

Dopo il minuto di silenzio in memoria di Cesare Maldini, il Toro prende subito in mano le redini del gioco imponendo al Serpentara il suo gioco. Al 9′ un corner di Oretti trova pronto Romeo, che di testa spedisce la sfera di poco a lato. Al 24′ è invece Vicedomini a creare apprensione a Saccucci, con un mancino dal limite che sfiora l’incrocio. Dieci minuti più tardi la più ghiotta occasione granata del primo tempo: Presicce inventa un cross per Montinaro che in semi rovesciata prova la conclusione, quest’ultima si trasforma in un assist per Rescio che, nel cuore dell’area di rigore e del tutto indisturbato, incespica sul pallone mandando in frantumi l’opportunità e le relative velleità di vantaggio del Toro. Al 36′, poi, il Serpentara resta in inferiorità numerica: l’ex di turno Strumbo, già ammonito in precedenza, trattiene Romeo involato a rete, il signor Cavallina di Parma esibisce al centrale difensivo siciliano il secondo giallo che vale l’espulsione. Termina senza ulteriori sussulti la prima frazione.

Nella ripresa il Nardò ripropone la medesima aggressività dei primi 45′, pur non scomponendosi in difesa. Al minuto 11 il lancio profondo di Zinetti è un invito per Romeo, in vantaggio sulla sfera ci sono però due difensori laziali e il portiere ospite, i quali tuttavia difettano d’intesa favorendo l’ex Viterbese, lesto di testa a siglare il vantaggio granata, la sua seconda marcatura personale dopo il sigillo di Potenza. Gli uomini di Ragno insistono e sfiorano il raddoppio con Oretti, caparbio nello slalom che porta alla conclusione neutralizzata a fatica da Saccucci. Entra di scena nella gara il gran caldo che rallenta i ritmi; nel contempo i tifosi granata, assiepati all’esterno dell’impianto neretino, non mancano di far pervenire il proprio incoraggiamento ai beniamini di casa. Foglia Manzillo ricorre alle sostituzioni per smuovere le trame offensive di un Serpentara dalle polveri bagnate. Si arriva così, senza troppe emozioni, alla segnalazione dei quattro minuti di recupero e, nel secondo di questi, Aperi, già pericoloso poco prima, si invola verso la porta avversaria e il neo entrato Suleman non può far altro che ricorrere alla scorrettezza che gli costa il rosso: ospiti in nove. Si conclude così una gara che vale al Toro tre punti preziosi.

Il sogno del Nardò può continuare. In vetta cambia sostanzialmente nulla: i contemporanei successi di Virtus Francavilla (col Picerno) e Taranto (a Gallipoli) mantengono immutati i due punti di vantaggio che salentini e biancazzurri conservano sui tarantini. A cinque giornate dal termine, la palpabile sensazione è che possa accadere ancora di tutto. Di certo, il Toro avrà il destino nelle proprie mani e dovrà continuare a vincere, a partire dalla prossima trasferta di Marcianise, per cavalcare l’onda dell’entusiasmo e credere in un sogno chiamato Lega Pro.

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Lorenzo FALANGONE
Nato 27 anni fa a Nardò. Dottore in Comunicazione e Giornalista pubblicista. Caporedattore di SalentoSport e reporter per PiazzaSalento. Premio "M. Campione" 2015 come miglior articolo sportivo di Puglia. Autore del libro "Per dirti ciao".

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