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NARDÒ – Ufficiale, ritorna De Candia: “Una piazza che conosco benissimo. I tifosi ci diano una mano”

Ritorno nel Salento per Pasquale De Candia, ufficialmente il nuovo allenatore del Nardò. Il tecnico barese fu protagonista, sulla panchina del Casarano, dello storico triplete (campionato, Coppa Italia Eccellenza e Coppa Italia Dilettanti nel 2018/19). Missione più ardua in quel di Nardò, con una squadra che naviga nelle zone basse della classifica dopo l’esonero di Totò Ciullo ufficializzato due giorni fa. Il suo vice sarà Massimo Manca. De Candia fu a Nardò come secondo di Nicola Ragno 2014-15 e 2015-16.

Il presidente Salvatore Donadei ha dato il benvenuto al nuovo tecnico: “Abbiamo subito pensato a lui per sostituire nel miglior modo possibile mister Ciullo, che saluto e ringrazio. De Candia si è presentato alla squadra, siamo molto contenti e convinti che sia la persona giusta in questi momenti di grandissima difficoltà. È una persona che ha equilibrio e capacità di rasserenare l’ambiente e questa è stata la nostra priorità. Siamo subito corsi ai ripari e questa stagione è ancora agli inizi. C’è stato un inizio molto deludente, bel al di sotto delle nostre aspettative, ma abbiamo tutti voglia e entusiasmo, ma anche risorse e capacità, tutti insieme, compresi i tifosi che sono una parte imprescindibile, per raddrizzare questa stagione e per continuare a perseguire i nostri obiettivi”.

Le prime parole di De Candia: Ringrazio la società che mi ha subito dimostrato stima e considerazione e mi ha fatto sentire importante. Ritorno in una piazza che conosco benissimo, ci sono stato non bene, ma di più, per due anni e ciò mi ha spinto ulteriormente a prendere in considerazione questa opportunità. Resto una persona di poche parole e preferisco lavorare sul campo. Ringrazio i tifosi, una componente determinante per le sorti di questa squadra, e chiedo a loro di darci una mano, dobbiamo compattarci per cercare di affrontare questo campionato che è ancora all’inizio. C’è tutto il tempo per recuperare posizioni e considerazione da parte di tutti. La squadra non ha fatto benissimo ma nemmeno male, molti giocatori li conosco bene, proviamo a rasserenare le teste perché le qualità ci sono tutte. Cerchiamo di esaltarle e di mascherare qualche limite che abbiamo, sicuramente di meno rispetto ai pregi. Ora percorreremo una strada diversa, le idee le vedremo sul campo, confrontandole con le qualità della squadra. Il girone H? Resta il più difficile d’Italia, non è vero che il livello si sia abbassato e quest’anno, come aggravante, ci saranno anche i turni infrasettimanali, ciò lo renderà ancora più bello e interessante. Il fatto di subentrare? Per me, purtroppo, è una costante, non è piacevole ma ci sono abituato. C’è alle spalle una società seria, importante e collaborativa, un ambiente con cui ci conosciamo a vicenda, questi sono aspetti fondamentali. La rosa per me viene sottovalutata. Ora non guardiamo la classifica, lo faremo tra un mesetto per vedere cosa abbiamo raccolto”.