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NARDÒ – Maragliulo: “In campo con la giusta mentalità. Lega Pro? Sarebbe meraviglioso…”

Non poteva iniziare in modo migliore la stagione del Nardò. A Manfredonia i granata, in un match vivo e aperto fino all’ultimo secondo ad ogni risvolto (valido per il primo turno di Coppa Italia Serie D), hanno avuto la meglio dei dauni ai calci di rigore. Oltre al successo, incoraggiante la prova sciorinata dagli uomini di Primo Maragliulo. “Le due squadre hanno cercato di vincere – ha dichiarato in esclusiva per SalentoSport il tecnico leccese – passando per il bel gioco. Noi abbiamo fatto bene soprattutto nel primo tempo; nella ripresa, invece, abbiamo accusato un fisiologico calo dovuto al fatto che molti dei nostri non hanno ancora i novanta minuti nelle gambe. Ad una manciata di minuti dal termine pensavamo che il match si fosse incanalato a nostro favore, invece con due errori ci siamo complicati la vita. Poi con caparbietà abbiamo riacciuffato il pareggio”.

Mister, il ribaltone del Manfredonia è anche la conseguenza di qualche meccanismo difensivo che non ha funzionato dopo l’uscita di scena di Cossu? “Sì, è un’analisi giusta ed è normale che sia così in quanto abbiamo tanti carichi di lavoro alle spalle e molto ancora da fare per affinare la giusta intesa. Io guardo al lato positivo: mi incoraggia la predisposizione al gioco dei miei e la loro propensione a difendere in una certa maniera”.

Dei tre davanti Meleleo e Carrozza hanno esordito con un gol e chi è subentrato ha dato il suo contributo. “Dispongo di calciatori importanti e in panchina mi rendo conto di avere alternative che possono rivelarsi determinanti. Ieri, ad esempio, Alemanni, un classe ’97, è entrato a pochi minuti dal termine e si è guadagnato la punizione che poi Carrozza ha trasformato in rete”.

Impossibile non affrontare l’argomento delle ultime ore: il paventato ripescaggio in Lega Pro. “È inutile dirti che sarebbe un sogno. Occorre pazientare per capire cosa realmente potrà accadere ma sarebbe veramente meraviglioso. Non solo per la squadra e l’allenatore, ma per l’intera città di Nardò, per la storia e la tradizione che contraddistinguono il club granata”.